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Biologico: la burocrazia è la causa dell'abbandono, per 8 imprese su 10

Adempimenti fino al 30% in più rispetto all’agricoltura tradizionale. Molto richiesto all'estero il vino bio piemontese

Biologico: la burocrazia è la causa dell'abbandono, per 8 imprese su 10

Sui record del biologico italiano pesa la minaccia dell’eccesso di burocrazia che colpisce le imprese agricole bio, costrette a un surplus di adempimenti che sono superiori fino al 30% rispetto all’agricoltura tradizionale, già peraltro più che vessata dalle “carte”. È la denuncia di Coldiretti Bio in occasione del convegno inaugurale del Sana a Bologna. Secondo un’indagine del Crea l’eccessiva burocrazia è la causa dell’abbandono della produzione biologica in ben otto casi su dieci.

In Piemonte sono oltre 50 mila ettari ad oggi coltivati con metodo biologico e le produzioni riguardano soprattutto colture da foraggio, prati, cereali, frutta e vite. Molto richiesto a livello internazionale è il vino biologico piemontese. Sono oltre 3 mila gli operatori certificati biologici tra produttori, trasformatori ed importatori.

“È urgente procedere ad una semplificazione del quadro normativo per il settore, dove gli obiettivi europei di snellimento, anche nell'ultima proposta di revisione del regolamento europeo, sono rimasti ancora una volta sulla carta – evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Consolidare le filiere agricole di prodotto biologico italiano, attraverso i contratti di filiera, e la sempre maggiore presenza di prodotti biologici nei mercati di Campagna amica sono gli strumenti che stiamo mettendo in campo per favorire la conoscenza e la valorizzazione del bio italiano con l'obiettivo di sviluppare ulteriormente il consumo interno di questa eccellenza del nostro agroalimentare. Un’ulteriore opportunità di sviluppo del settore può sicuramente venire dal nuovo marchio del biologico italiano, recentemente approvato in conferenza Stato Regioni. Uno strumento importante per aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli e valorizzare il lavoro della filiera agricola Made in Italy”.

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