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24 Febbraio 2026 - 15:33
Nelle Langhe il vino diventa linguaggio universale e ponte tra culture. Lo scorso week-end, in occasione del Capodanno cinese, il WiMu – Museo del Vino, ospitato nel maestoso Castello di Barolo, ha aperto le sue sale al “Brindisi alla Luna”, un’iniziativa del Comune di Barolo e del museo nata da una proposta dell’artista Enrico Arfero. Un evento che intreccia poesia classica cinese e arte urbana contemporanea, con il vino al centro come gesto culturale e relazionale.

Protagonista simbolico della serata era Li Bai, tra i più celebri poeti della dinastia Tang, cantore della luna, dell’amicizia e del vino. Le sue liriche, intrise di spiritualità e abbandono contemplativo, trovano un’eco sorprendente tra le colline delle Langhe, dove il vino non è solo prodotto d’eccellenza ma patrimonio identitario.
A lui è dedicata un’installazione artistica site-specific, realizzata in collaborazione con l’Istituto Confucio dell’Università di Torino e la Fondazione CrC, che traduce in forma visiva e urbana l’immaginario poetico del maestro cinese.
Il progetto mette in dialogo mondi apparentemente lontani: da un lato la classicità orientale, dall’altro i linguaggi espressivi dell’arte urbana; sullo sfondo, il vino come elemento comune, capace di raccontare storie, creare relazioni, suggellare incontri. “Brindisi alla Luna” diventa così un’esperienza culturale immersiva, in cui la tradizione vitivinicola delle Langhe incontra la profondità millenaria della poesia cinese.

Non è un caso che tutto questo avvenga a Barolo, luogo simbolo di un territorio riconosciuto a livello internazionale per le sue eccellenze enologiche. Il WiMu, museo innovativo per vocazione e allestimento, si conferma spazio dinamico, aperto al confronto interculturale e alla sperimentazione artistica.
La Regione Piemonte (era presente all'evento l'assessore Marco Gallo) sostiene e promuove percorsi come questo, consapevole che la valorizzazione internazionale passa anche attraverso iniziative capaci di raccontare il territorio con linguaggi nuovi. Le eccellenze locali, come il vino delle Langhe, diventano così ambasciatrici di un Piemonte che dialoga con il mondo, intercettando pubblici sempre più ampi e costruendo relazioni culturali oltre i confini geografici.
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