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Senza presidi culturali i borghi si spengono: l’esempio virtuoso del piccolo Comune di Langa

Non solo presentazioni e prestito di libri. La Biblioteca diventa luogo di scambio e incontro per tutto il paese, grazie al lavoro delle volontarie

Senza presidi culturali i borghi si spengono: l’esempio virtuoso del piccolo Comune di Langa

Nel riquadro, la vicesindaca di Belvedere Langhe, Monica Liberale

Tra le colline morbide delle Langhe, dove il paesaggio è già di per sé un invito alla bellezza, la Biblioteca civica “A. Merlati” di Belvedere Langhe sta diventando un piccolo ma prezioso presidio culturale. Non solo un luogo dove si prendono libri in prestito, ma uno spazio vivo di incontro, confronto e socialità.

A raccontarlo è la vicesindaca Monica Liberale, in Amministrazione con la sindaca Biagina Cartosio da un anno e mezzo e attiva volontaria della Biblioteca. Il suo impegno, condiviso con altre volontarie, è quello di proporre serate e appuntamenti che vadano oltre la semplice presentazione letteraria: incontri capaci di far dialogare le persone, di accendere curiosità, di far circolare idee.

«Quando si parla di libri con la presenza dell’autore – spiega – abbiamo notato che l’affluenza a volte cala. Probabilmente qualcuno teme di dover acquistare il volume. Ma la presentazione di un libro è molto di più: è un’occasione di socializzazione, un modo per ascoltare idee diverse dalle nostre e confrontarci».

Un’osservazione che dice molto delle dinamiche dei piccoli centri, dove la cultura rischia talvolta di essere percepita come qualcosa di “impegnativo”, anziché come un’opportunità di crescita condivisa. Eppure, proprio nei Comuni di dimensioni ridotte, organizzare eventi culturali significa creare occasioni per far incontrare le persone, consolidare legami, combattere l’isolamento e rafforzare il senso di comunità.

Non è solo una questione di libri. Le serate promosse dalla Biblioteca hanno toccato argomenti diversi, raccogliendo spesso grande soddisfazione. Gli scrittori e le scrittrici invitati hanno dimostrato disponibilità e partecipazione. L’impegno organizzativo è significativo e, quando la risposta del pubblico è inferiore alle aspettative, un po’ di sconforto può farsi sentire tra amministratori e volontari. Ma la convinzione resta forte: investire nella cultura è investire nel futuro del paese.

Per questo venerdì 6 marzo la Biblioteca propone una formula diversa, capace di unire letteratura e gusto. Ospite della serata sarà lo scrittore albese Mauro Rivetti, ormai amico affezionato di Belvedere Langhe. Questa volta non presenterà semplicemente il suo ultimo libro, ma offrirà una degustazione dei “Langhett dôs”, biscottini da lui inventati e “nascosti” tra le pagine di uno dei suoi gialli. Si lavora per far partecipare anche l’artigiano pasticcere che li ha realizzati realmente, che potrebbe raccontare come è nata questa collaborazione che continua con altri dolci, scaturiti dalla fantasia letteraria di Rivetti. Un modo originale per raccontare l’autore attraverso il suo mondo creativo, intrecciando parole e sapori del territorio.

In primavera il calendario proseguirà con nuovi appuntamenti. Ad aprile è atteso Nicola Duberti, invitato non solo per il suo libro “Fentanyl 50”, ma anche per il precedente giallo "L'innocenza del lupo" e per la sua profonda conoscenza del piemontese, elemento identitario che ben si inserisce nel contesto locale. A maggio sarà la volta di Beppe Stralla, doglianese ma originario di Belvedere, autore di un volume dedicato alla casa ecologica di sua proprietà: un incontro che non punta tanto alla vendita del libro quanto alla divulgazione di idee e buone pratiche legate alla sostenibilità.

Il filo conduttore è chiaro: più che semplici presentazioni di libri, veri e propri incontri con le persone. Conoscere l’autore attraverso i suoi scritti, ma anche attraverso la sua esperienza, le sue passioni, la sua visione del mondo.

In un borgo come Belvedere Langhe, il cui nome è già promessa di bellezza e tranquillità, la cultura diventa anche strumento di valorizzazione del territorio. Ogni evento è un invito a scoprire il paese, a passeggiare tra le sue vie, a fermarsi a guardare le colline. È un modo per attrarre visitatori, ma soprattutto per rafforzare l’orgoglio di chi qui ci vive.

Perché nei piccoli Comuni la biblioteca è un presidio di comunità. È il luogo dove le storie si leggono, si ascoltano e, soprattutto, si condividono. E dove, serata dopo serata, si costruiscono relazioni che tengono vivo il cuore del paese.

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