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01 Marzo 2026 - 11:28
Fu la titolare della Ceramica Besio per oltre 40 anni: ma pochi, persino a Mondovì, conoscono o ricordano il nome di Anna Massimino.
Lei era "la vedova Besio", e la fabbrica mantenne quel nome ("Vedova Besio e figlii"). Forse per la prima volta è stata celebrata e ricordata col suo nome di battesimo: grazie al Comune di Mondovì e all'Assessorato per le Pari Opportunità con l'assessora Francesca Bertazzoli, che ha candidato la figura al bando “L’Italia delle donne” di ANCI.
L'iniziativa ANCI, giunta alla seconda edizione, era finalizzata a "celebrare figure femminili che abbiano istituito un legame significativo con il territorio e che meritano di essere sottratte all’oblio e di far parte della memoria nazionale".
Donne dimenticate, appunto: che per storia, circostanze o contesto, hanno lasciato il segno nella propria comunità ma che non hanno ricevuto dalla Storia il merito che spetta loro. ANCI ha chiesto agli Enti territoriali, Comuni, Province o Regioni, ma anche Biblioteche o Scuole, di presentare biografie di donne che si sono distinte nei campi del lavoro e dell’impresa (“Donne imprenditrici”), delle discipline sportive (“Donne dello Sport”) e delle arti creative (“Donne delle arti”), valorizzando l’identità dei territori e le memorie locali, a partire dall’XI secolo e fino al 2018.
A lei è anche dedicata una tappa dell'iniziativa per l'8 marzo:
Giuseppe Besio affittò nel 1841 un setificio dismesso in Piandellavalle, lungo la Via delle Concerie, e lo trasformò nella fabbrica di terraglia. Alla sua morte, nel 1884, la fabbrica fu ereditata dalla seconda moglie Anna Massimino e gestita come “Vedova Besio & Figlio”.
Fra il 1925 ed il 1929 interviene, a sostegno dell'azienda, il banchiere Moise Ettore Levi che, in quell'anno, con la denominazione "Società anonima Successori Vedova Besio & Figlio - Ceramiche - Mondovì", affida la ditta al figlio Marco.
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