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«Il mio amico Kimi Antonelli: campione in Formula 1, ma lo stesso ragazzo di sempre»

Il campione della Mercedes raccontato dal campione di pallapugno Federico Raviola: «Quando l'ho conosciuto stava studiando per la patente»

«Il mio amico Kimi Antonelli: campione in Formula 1, ma lo stesso ragazzo di sempre»

Federico Raviola e Kimi Antonelli

Ha appena vinto il Gran Premio di Formula 1 a Shanghai, riportando l’Italia sul gradino più alto del podio dopo vent’anni. Eppure, all’indomani del trionfo, Kimi Antonelli trova il tempo per mandare un semplice messaggino: «Fede, ti ho preso i cappellini».

A riceverlo, quasi insospettabilmente, è il monregalese Federico Raviola, due volte campione d’Italia di pallapugno e neoacquisto del Ceva in Serie A. Dal campione di balon al nuovo fenomeno della Formula 1: un legame che dura ormai da oltre un anno.



«L’ho conosciuto a Lanzarote, in un centro per sportivi alle Isole Canarie. Da allora ci sentiamo spesso, l’ultima volta proprio dopo il Gran Premio. Nonostante viva in un mondo incredibile e frequenti ambienti tra i più famosi al mondo, è un ragazzo d’oro, normalissimo», racconta Raviola, che ha 13 anni in più di Antonelli.

Bisogna tornare al gennaio 2025, in palestra. «L’ho riconosciuto subito. Era uscita da pochi giorni la notizia del suo annuncio in Mercedes per sostituire Hamilton e abbiamo scambiato qualche parola».

Il giorno dopo, quasi per caso, il primo vero contatto. "Galeotto" il trend sportivo più in voga del momento: il padel. «Ci siamo ritrovati a colazione. Era con il suo staff, tra preparatore e psicologo. Mi hanno chiesto se nel pomeriggio fossi disponibile per una partita, perché mancava un giocatore. Così abbiamo giocato insieme».



«Abbiamo passato diversi giorni insieme nel centro, ho legato anche con il suo staff. Siamo usciti a cena, fatto qualche partita a carte. Ha raccontato il suo mondo: è stata davvero una gran bella esperienza».

Un’amicizia che continua ancora oggi: «Ci siamo scambiati i numeri e siamo rimasti in contatto. Ci sentiamo spesso via messaggio, soprattutto in occasione delle gare, per commentare».

Raviola sottolinea soprattutto l’aspetto umano del giovane pilota: «È un ragazzo super disponibile. Nonostante sia giovanissimo, l’ho trovato molto maturo. Quando l’ho conosciuto non aveva ancora la patente e stava studiando per il test: mi disse che era più teso per la maturità che per le gare».

La passione per i motori è totale: «È letteralmente “malato” di motorsport. Segue tutto: go-kart, Le Mans, ogni categoria. Si ricorda i suoi tempi a memoria. Ha una dedizione incredibile, lavora tantissimo. Ha i piedi per terra: fuori è gentilissimo, ma in gara è un killer. Me lo diceva anche il suo preparatore».



Nonostante il successo, Antonelli non ha perso la semplicità: «Anche adesso è sempre disponibile con tutti. Proprio lunedì mi ha scritto per del materiale da mandarmi per un evento benefico. Parliamo di uno dei ragazzi più famosi al mondo in questo momento, eppure ha pensato personalmente a quella cosa, senza delegare. Questo dice tanto». A 19 anni frequenta personaggi come Sinner, calciatori e giocatori NBA. «Eppure è una persona che non mette soggezione, è davvero alla mano».

Un’ultima chicca. «Una volta mi ha portato a fare un giro in macchina con la sua GT da oltre 600 cavalli». Non quella distrutta a febbraio, in un incidente senza conseguenze, ma quella precedente. «È stata un’esperienza incredibile, sembrava di essere a Gardaland», scherza Raviola. In fondo, non capita tutti i giorni di salire in auto con un pilota di Formula 1.

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