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17 Marzo 2026 - 15:36
Tempo di novità per il Polo culturale della Città di Garessio che si occupa della gestione coordinata dei servizi culturali comunali (biblioteca, archivio storico, museo e pinacoteca) e dello studio del patrimonio culturale locale. La scorsa settimana durante la seduta del Consiglio comunale è stata approvata la surroga di tre membri dimissionari con l’ingresso di Aldo Acquarone, Renza Roberi e Carla Tomidei. Il Consiglio del Polo ha invece provveduto alla nomina di Loredana Canavese in qualità di nuovo vice presidente.
Ma le novità non sono ancora finite: infatti il sindaco Luciano Sciandra, vista la proposta del Consiglio del Polo, ha provveduto alla nomina del Conservatore del Museo civico di Garessio. La scelta, previa consultazione con la Soprintendenza Apab competente, è ricaduta sulla dottoressa Chiara Dodero. Albenganese, classe 1995, Dottoranda nel corso di Storia, Storia dell’Arte e Archeologia presso l’Università degli Studi di Genova e Archeologa libero professionista, nonostante la giovane età vanta un curriculum ricchissimo sia per quanto concerne le campagne di scavo e di ricognizione archeologica, sia i laboratori, i seminari e convegni.
Il Museo Civico di Garessio fu fondato nel 1970 per esporre una serie di reperti archeologici e geologici provenienti in parte dal territorio circostante, in parte da ambienti geograficamente molto distanti tra loro. La sezione archeologica è dedicata ai cicli produttivi in epoca preistorica e storica: attraverso l'esposizione di manufatti in pietra, ceramica, vetro e ferro, vengono illustrate le tecniche di produzione di cultura materiale in uso dalla preistoria alla fine dell'età antica e la loro diffusione in differenti ambiti culturali.
La visita prevede innanzitutto un'analisi dei metodi di fabbricazione degli utensili litici (sgrossatura, ritocco e levigatura), con numerosi esempi della loro applicazione durante il Paleolitico e il Neolitico. L'insieme dei reperti esposti, in maggior parte frammentari, offre testimonianza di una produzione che variava, dalle prime esperienze neolitiche fino alle elaborate forme delle stoviglie romane, secondo le abilità tecniche, le esigenze funzionali (ceramica da cucina, da mensa, da trasporto) e le influenze culturali (decorazione incisa, dipinta, impressa…). Infine, alcuni reperti offrono lo spunto per accennare a tecnologie più avanzate, necessarie alla lavorazione del ferro e del vetro. Durante la visita, particolare attenzione meritano i pezzi provenienti dai dintorni di Garessio, rinvenuti sia nel corso di tre campagne di scavo all'arma del Gray, sia in occasioni fortuite, che costituiscono preziosi indizi per la ricostruzione della storia della Val Tanaro.
Un vero e proprio scrigno contenente preziosissime testimonianze della nascita, della formazione e dell’antropizzazione del territorio valligiano.
«Siamo particolarmente lieti dell’arrivo della dottoressa Dodero, con la quale siamo certi svolgeremo un proficuo lavoro per la conservazione e la valorizzazione del nostro importantissimo patrimonio» commenta il presidente del Polo culturale Sebastiano Carrara.
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