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Via Vasco, come vanno le cose dopo l'apertura del "mega condominio"?

Un anno fa si temeva “l’ingorgo” con una pesante serie di disagi

la madonnina

Un anno fa si temeva “l’ingorgo” con una pesante serie di disagi. Invece, fra via Porta di Vasco e via Carboneri non è cambiato molto. A oggi, marzo 2026, con tanti alloggi della “Madonnina” già occupati (anche se non tutti), l’aumento di traffico non sembra essere critico quanto si era temuto per quella stretta strada che da piazza Maggiore scende in via Carboneri transitando sotto al grande condominio. Verrà accantonata l’ipotesi di cambiare il senso di marcia della strada? Forse sì.

Della viabilità di via Vasco si è discusso molte volte in passato. Le criticità sono note: una strada molto stretta, soprattutto in un paio di curve, tutta in pendenza, con un accesso alla “Madonnina” recentemente allargato ma comunque non facile e con l’innesto in via Carboneri parecchio “delicato”, soprattutto per chi deve uscire da via Vasco.

Negli ultimi anni i residenti del rione di Piazza hanno dovuto fare i conti con una lunga serie di modifiche alla viabilità, temporanee o meno, praticamente continue, dovute ai lavori in via Marchese e infine a quelli in via Tortora (e senza contare quanto succederà nei prossimi mesi, coi lavori di demolizione del “Baruffi”). Di tutto questo si è ampiamente discusso nei molteplici incontri pubblici tenuti dall’Amministrazione con la cittadinanza.

In tutte queste occasioni la questione di via Vasco era stata sempre accennata, ma mai in modo risolutivo. Erano state fatte varie ipotesi: quella più accreditata era trasformare via Vasco in strada a senso unico, ma questa soluzione avrebbe comportato una serie di modifiche “a cascata” per dare una via d’uscita alle auto, spostando il traffico su via Giolitti e via Emanuele Filiberto, oppure via Delle Scuole. Tenendo sempre conto del fatto che il progetto della “variante” di collegamento con piazza D’Armi era, a tutti gli effetti, impraticabile per i vincoli paesaggistici. Non è cambiato nulla: e a questo punto è lecito pensare che non cambierà neppure in seguito.

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