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19 Marzo 2026 - 11:28
Entra ufficialmente in vigore oggi, giovedì 19 marzo, il Decreto Legge varato dal Consiglio dei Ministri per frenare l'impennata dei prezzi alla pompa causata dalla guerra e dall'instabilità in Medio Oriente. La misura principale riguarda la riduzione delle accise su benzina e gasolio, un intervento che il Governo definisce "chirurgico e temporaneo" per proteggere il potere d'acquisto di famiglie e imprese.
Il prezzo alla pompa di benzina e gasolio dovrebbe scendere di circa 25 centesimi al litro, secondo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Obiettivo: portare i prezzi sotto 1,90 euro al litro. Il prezzo del Gpl dovrebbe diminuire invece di 12 centesimi al chilo. I tagli, resi possibili con una manovra sulle accise e altre componenti avranno una durata di venti giorni.
Nonostante il decreto sia in vigore dalla mezzanotte, le rilevazioni mattutine dell'Osservatorio Prezzi del Mimit e i monitoraggi delle associazioni dei consumatori come il Codacons mostrano un quadro ancora critico. «Il taglio delle accise non sembra ancora essere stato recepito pienamente sui listini praticati», denunciano le associazioni.
In molte regioni, il prezzo del gasolio continua a oscillare sopra i 2,1 euro al litro (con punte di 2,155 € a Bolzano), mentre la benzina self-service in autostrada sfiora i 1,97 euro. Questo ritardo è dovuto ai tempi tecnici di aggiornamento dei sistemi e allo smaltimento delle scorte acquistate dai distributori a prezzo pieno prima del decreto. Nel monregalese questa mattina in un paio di distributori il prezzo del gasolio è sceso sotto i 2 euro.
Da valutare quanto il rialzo del prezzo del petrolio influirà sui prezzi nei prossimi giorni.
Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a notte fonda, prevede una riduzione immediata della pressione fiscale sui prodotti energetici. Ecco i numeri dello sconto:
Il costo complessivo dell'operazione è stimato tra i 500 e i 600 milioni di euro, finanziati in gran parte attraverso l'extragettito IVA derivante proprio dai rincari degli ultimi mesi.
Oltre al taglio generalizzato alla pompa, l'esecutivo ha introdotto misure specifiche per i settori produttivi più colpiti:
«Siamo soddisfatti dell’intervento del Governo sulle accise. In attesa di conoscere l’entità della riduzione, il giudizio per l’autotrasporto italiano è positivo». Questo il commento dei vertici di UNATRAS, il coordinamento unitario delle Associazioni nazionali dell’autotrasporto merci, di cui fa parte Confartigianato. «UNATRAS e Confartigianato continueranno a vigilare per prevenire ogni forma di speculazione, assicurando piena collaborazione al Governo nelle attività di controllo».
«Il provvedimento produce tre effetti concreti: introduce un credito d’imposta per l’autotrasporto professionale, riduce il prezzo alla pompa per tutti senza alcuna distinzione di attività e veicoli e rafforza la vigilanza contro possibili speculazioni – spiega Claudio Berardo, rappresentante provinciale degli autotrasportatori di Confartigianato Cuneo – È una risposta agli aumenti indiscriminati e ai rincari che incidono anche sui beni di largo consumo, contrastando dinamiche speculative già emerse».
«Il Governo – aggiunge Daniela Balestra, presidente Confartigianato Cuneo – ha recepito le richieste urgenti avanzate da tutte le associazioni del coordinamento unitario UNATRAS nel confronto con il viceministro dei trasporti Edoardo Rixi, intervenendo sia sul prezzo del carburante sia sul sostegno agli operatori, anche attraverso il credito d’imposta per chi si rifornisce in rete e investe in sicurezza e sostenibilità».
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