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26 Marzo 2026 - 11:30
Si prospetta un venerdì complesso: per la giornata di domani, 27 marzo, sono state confermate diverse agitazioni a livello nazionale e locale che interesseranno il comparto della scuola, il trasporto pubblico locale e il settore dell'informazione.
Le sigle sindacali hanno confermato una serie di scioperi articolati su base territoriale. Ecco i principali punti di criticità previsti:
Milano (ATM): Il sindacato Al-Cobas ha indetto un'agitazione che potrebbe causare disagi sulle linee metropolitane e di superficie. Le fasce di garanzia saranno attive dall'inizio del servizio fino alle 8:45 e dalle 15 alle 18.
Napoli (EAV): Previsto uno sciopero di 4 ore in fascia serale, dalle 19 alle 23, con possibili cancellazioni sulle linee flegree e suburbane.
Piemonte: A Torino è previsto lo stop del personale di Arriva Italia dalle 16 a fine servizio, mentre a Novara l'azienda SUN potrebbe subire interruzioni dalle 17:30 in avanti.
Il sindacato SISA (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente) ha proclamato uno sciopero generale nazionale che riguarderà tutto il personale docente, dirigente e ATA, di ruolo e precario. La mobilitazione punta a sollecitare risposte su reclutamento e adeguamenti salariali.
L’Ordine dei Giornalisti del Piemonte aderisce allo sciopero proclamato dalla Fnsi il 27 marzo e alla manifestazione convocata il 1° aprile a Torino. «Lo stallo nella trattativa contrattuale, unito alle incertezze nelle proprietà editoriali dei giornali, non ultime quelle riguardanti le testate Gedi che sono passate di mano e delle quali non si conoscono ancora i piani editoriali e industriali, hanno trasformato l’editoria in una vera e propria emergenza nazionale. Un’emergenza nella quale il Piemonte rischia di pagare un prezzo molto alto, se alla cessione de “La Stampa” dovesse corrispondere una riduzione dell’organico e della dimensione del giornale.
Analoghe preoccupazioni riguardano anche il destino della redazione torinese de “La Repubblica” e della “Sentinella del Canavese” il cui passaggio proprietario si è già consumato.
Accanto a questi temi, vi sono poi le leggi di sistema che attendono da anni di essere riformate, con il nostro paese che non ha ancora recepito neppure il European Media Freedom Act.
Se, come si dice da più parti, l’informazione è un pilastro della democrazia, è necessario che da parte degli editori e del mondo politico vi sia un’assunzione di responsabilità.
L’Ordine dei Giornalisti del Piemonte continuerà a essere vigile assicurando sostegno e vicinanza a tutte le colleghe e colleghi che stanno combattendo a difesa della dignità della professione e delle loro condizioni di lavoro.»
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