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Discussione in Consiglio sulla chiusura dell'ufficio Postale: «Si poteva cercare un'alternativa?»

Bilancio in primo piano: variazioni per videosorveglianza e digitalizzazione grazie al fondo di solidarietà, rinnovo delle case popolari e convenzione per il trasporto scolastico, tra critiche sulla gestione dei fondi e preoccupazioni per la chiusura dell'ufficio turistico

Discussione in Consiglio sulla chiusura dell'ufficio Postale: «Si poteva cercare un'alternativa?»

Più introiti dal fondo di solidarietà comunale

La seduta si è aperta con due variazioni di bilancio: una d'urgenza in giunta in cui sono stati inseriti i rimborsi elettorali, mentre è stato incluso anche dell'avanzo vincolato stanziato già negli anni precedenti 59.000 euro per la prima fase della progettazione della videosorveglianza. «A fine anno lo Stato ci ha comunicato che i circa quarantamila euro di contributi non arriveranno per ora perchè siamo indietro nella graduatoria, fortunatamente abbiamo un basso indice di rischio sociale. Il Comune inizierà a fare la parte con i fondi di propria competenza» ha spiegato Renaudi. «Sono in corso i sopralluoghi sul territorio per affidare l'incarico di esecuzione, abbiamo già un preliminare – ha proseguito, rispondendo alla richiesta di chiarimenti del consigliere Fabrizio Pellegrino. La seconda variazione include 74.000 euro per la digitalizzazione dei servizi, 32.000 euro di maggiori entrate dal fondo di solidarietà comunale. Con questi fondi sono state finanziate alcune piccole manutenzioni, riguardanti i mezzi, il cimitero e un rincaro di 20.000 euro circa il costo personale del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese. Il gruppo di Adriano Renaudi si è espresso criticamente su entrambi i punti relativi al bilancio, richiamando il proprio disaccordo circa le modalità di gestione del bilancio adottate dall'Amministrazione (richiamando osservazioni fatte già in precedenti sedute. Anche la consigliera Gavotto ha auspicato «una maggiore programmazione».

Il Consiglio ha poi approvato il rinnovo della convenzione con l'Agenzia territoriale per la Casa per i 7 alloggi a disposizione del Comune come case popolari.

È stato poi approvato il regolamento per l'applicazione dello statuto dei diritti del Contribuente, contenente indicazioni a maggiore tutela di cittadini e istituzione. «La materia è delicata, avremmo preferito essere coinvolti» la nota di A. Renaudi, a margine dell'astensione di "SiAmo Peveragno" È stata inoltre approvata la convenzione con il comune di Chiusa di Pesio per il trasporto scolastico dei ragazzi residenti a Pradeboni e frequentanti il plesso chiusano. La convenzione ha il costo di 1.500 euro «La norma – ha spiegato il primo cittadino – prevede che il servizio di trasporto scolastico si fermi al confine con il Comune. In nome della collaborazione tra Comuni, per sostenere la scuola di San Bartolomeo e per agevolare le famiglie abbiamo sottoscritto questa convenzione perchè il Pulmino li porti fino alla frazione».

Il Consiglio ha poi approvato un'istanza pervenuta da Coldiretti circa la revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Sul punto ha relazionato l'assessore all'agricoltura Simone Marchisio. «Secondo la legge in vigore è sufficiente una minima lavorazione sul prodotto proveniente dall'estero per poterlo vendere come Made in Italy. Mi sembra evidente come questo possa danneggiare i prodotti dell'agricoltura italiana. Ancora a surroga dell'assessore Roberto Rubero, dimissionario in precedenti sedute, è stato indicato a voto palese Simone Marchisio come suo subentrante in Commissione urbanistica

«Ufficio postale chiuso sei mesi: si poteva studiare un'alternativa?»

È stata poi data risposta all'interpellanza presentata da Gloria Gavotto, inerente alla chiusura semestrale dell'Ufficio Turistico peveragnese, dovuto ai lavori del progetto Polis. La consigliera ha chiesto quali ragioni ci siano per la chiusura e quali azioni di supporto abbia previsto l'Amministrazione per alleviare i disagi. «La comunicazione della chiusura è arrivata solo 10 giorni prima – ha dichiarato P. Renaudi – in un periodo in cui il Comune non ha possibilità di impegnare risorse, per quanto riguarda i tempi di intervento, l'edificio è di Poste italiane e non è di nostra competenza chiedere lumi su tempi e modi della ristrutturazione. Non possiamo che riporre fiducia che l'azienda possa operare al meglio per il bene dei cittadini. Si è parlato di un ufficio mobile, ma la sicurezza che richiede un ufficio postale ci fa pensare che non sarebbe possibile allestire una struttura provvisoria sostitutiva». È intervenuto inoltre il funzionario Lemut, per precisare che le domande della consigliera sono state rivolte anche alle Poste Italiane che non ha ancora indirizzato una risposta.

«Che l'ufficio avrebbe chiuso lo si sapeva da prima? – ha incalzato Gavotto – in altri comuni l'ufficio mobile è stato attivato. L'avete chiesto?» «No perchè non ci è stata prospettata come alternativa, poi è una scelta di Poste Italiane» la risposta di Renaudi.  «Mi spiace che non si sia fatto nulla per gli anziani autosufficienti che si recavano a Peveragno ma che faticheranno ad andare a Beinette, non ci sono trasporti pubblici adeguati, dovranno organizzarsi».

«Già anni fa abbiamo tentato, la consigliera Gavotto lo ricorderà, con Anziani in movimento ma abbiamo verificato l'impossibilità tecnica ed economica di gestire persone semiautonome che sono refrattarie a farsi gestire. Sono numeri piccoli, per cui oltretutto c'è il supporto della famiglia o del vicinato. Si rischiava di avere navette costantemente vuote. In questo momento, poi, senza avanzo disponibile non abbiamo modo di destinare risorse».

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