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27 Marzo 2026 - 16:03
La prevenzione fa centro e riempie l’ambulatorio. Sono state ben 52 le persone visitate durante la prima giornata del Progetto Glaucoma 2026, che ha preso il via proprio da Monesiglio con una partecipazione oltre le aspettative.
Un risultato che conferma quanto sia alta l’attenzione sul tema, ma anche quanto sia fondamentale portare la sanità direttamente sul territorio, soprattutto nei piccoli Comuni.

Al centro dell’iniziativa c’è il glaucoma, una patologia oculare spesso definita “ladro silenzioso della vista”: nelle fasi iniziali infatti è asintomatico, e proprio per questo può essere diagnosticato solo attraverso controlli specifici. Se individuato in tempo, però, può essere monitorato e trattato, evitando conseguenze gravi.
Lo screening, gratuito e della durata di pochi minuti, rappresenta quindi uno strumento decisivo di prevenzione. Ed è proprio su questo che punta il progetto promosso da ABACUS ODV, che ha scelto di portare visite e controlli direttamente nei comuni dell’Unione Montana e nelle RSA.
A Monesiglio, la giornata è stata resa possibile grazie al lavoro di professionisti e volontari: l’ortottista Carla Blengio, il dottor Carlo Passeggi, il dottor Carlo Muzzulini e Dino Alciati.
Il successo della prima tappa segna solo l’inizio di un percorso più ampio: il calendario prosegue già nelle prossime settimane con nuove date sul territorio. In programma il 10 aprile a Dronero, il 23 aprile a San Michele, il 7 maggio a Ceva e il 28 maggio a Ormea.
L’obiettivo è chiaro: raggiungere il maggior numero possibile di persone, sensibilizzando sull’importanza della diagnosi precoce e offrendo un servizio accessibile a tutti.

Il messaggio è semplice ma fondamentale: la prevenzione può davvero salvare la vista. E iniziative come questa dimostrano che, quando sanità e volontariato lavorano insieme, è possibile fare la differenza anche nei territori più periferici.
E il progetto non si ferma: l’invito è aperto anche ad altri Comuni interessati a ospitare una giornata di screening gratuito, per continuare a diffondere una cultura della prevenzione sempre più capillare.
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