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Pesca, la Fipsas contro la Provincia: «Le trote iridee autorizzate costano care e sono introvabili»

Il presidente federale di Cuneo, Pellegrino: «Dalla Provincia un provvedimento assurdo, che fa morire il comparto»

Pesca, la Fipsas contro la Provincia: «Le trote iridee autorizzate costano care e sono introvabili»

Nel riquadro, il presidente Fipsas Cuneo, Pellegrino

In attesa del decreto ministeriale che autorizzi l’immissione di specie di pesci non autoctone - che speriamo possa essere applicato ancora in tempi utili per la stagione della pesca sportiva con norme chiare e concrete - Fipsas Cuneo intende fare alcune precisazioni. «In un momento di seria difficoltà - spiega il presidente provinciale e regionale della Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee, Giacomo Pellegrino - non essere chiari non giova a nessuno, tanto meno al settore della pesca sportiva e agli oltre duemila associati».

Da inizio stagione, ossia il 22 febbraio, l'Ente provinciale ha autorizzato tutte le richieste presentate dalle Associazioni di pesca, con il rilascio di 15 autorizzazioni per immissioni di trote iridee sterili per un totale complessivo di 7.679 kg. «È vero - spiega Pellegrino -, una quantità irrisoria, visto che in stagioni normali la Fipsas provvede ad immettere dai 70 agli 80 quintali contemporaneamente con oltre un centinaio di autorizzazioni. Ma non solo, oltre al danno anche la beffa: perché se le autorizzazioni sono state evase, il tipo di pesce autorizzato, che tra l’altro costa il doppio dell’altro, sul mercato è pressoché introvabile».

Al provvedimento europeo recepito dall’Italia - un provvedimento definito “assurdo” dalla Fipsas - negli anni scorsi era stata contrapposta la soluzione delle deroghe ai vincoli europei all’immissione di trote alloctone, per non pregiudicare la stagione. Una deroga che la maggior parte delle regioni italiane ha nuovamente applicato, senza recepire lo Studio di valutazione del rischio.

«La maggior parte delle Regioni italiane prosegue ad adottare quella che è stata definita ‘la transizione’ - spiega nel merito il presidente Fipsas -. La Valle d’Aosta immette trote iridee, fario e mediterranee, il Trentino-Alto Adige è dotato di regolamenti provinciali propri ed ha prorogato il sistema di immissioni fino al 31 maggio 2027, il Veneto dispone di un proprio piano e poi Friuli e Lombardia che hanno ritenuto più consono adottare la transizione in attesa di norme chiare, applicabili e risolutive. Addirittura la Liguria ha respinto lo Studio adottando, con tanto di parere legale, il piano di transizione. Nessuna di queste regioni - ricorda Pellegrino - ha applicato lo Studio del rischio, ritenendo più consono proseguire sulla via già tracciata del sistema transizione che da anni ormai, salva il comparto della pesca sportiva». Un sistema di transizione che autorizza le immissioni, adottato anche dalle province di Torino, Alessandria, Vercelli, Verbano Cusio Ossola con una restrizione solo parziale ma immette trote fario e mediterranea.

La Fipsas, inoltre, tiene a rimarcare come le “sentinelle del territorio” a tutela dell’ambiente e della biodiversità siano una vera missione per la Federazione, attuata attraverso il lavoro concreto e non facile degli incubatoi dove vengono fatte crescere in totale sicurezza le trote poi gettate nei corsi d’acqua. «Inoltre - sottolinea il presidente Pellegrino - il pescatore sportivo è il primo ad accorgersi se ci sono criticità ambientali, segnalando a chi di dovere situazioni sospette. Senza dimenticare il risvolto economico: molti comuni vivono in maniera positiva la stagione della pesca, accogliendo gli sportivi e le loro famiglie, per una vitalità importante che in questo momento non c’è, visto che senza immissioni non è possibile pescare. Insomma - prosegue il presidente Fipsas Giacomo Pellegrino - il provvedimento adottato dalla Provincia sta facendo morire un comparto che nel Cuneese è sempre stato vitale, nel rispetto e nella tutela dell’ambiente, nella trasmissione ai più giovani dell’importante valore della natura che ci circonda e nella capacità di imprimere una spinta economica anche ai piccoli e numerosi comuni delle nostre vallate. In attesa dell’applicazione del decreto a firma del ministro Gilberto Pichetto Fratin, che ringrazio per la disponibilità nei nostri ripetuti incontri e l’interessamento nei confronti del nostro settore, Fipsas chiede che anche la Provincia di Cuneo adotti il piano della transizione rinunciando al sistema adottato, per dare il via al più presto ad una stagione iniziata in maniera negativa, ma che può ancora essere recuperata».

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