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La minoranza propone di intitolare una via a Leletta d'Isola, giovane staffetta partigiana

La sua famiglia ha lasciato in comodato d'uso la proprietà alla Comunità della Gorra, per scopi sociali

La minoranza propone di intitolare una via a Leletta d'Isola, giovane staffetta partigiana

Leletta d'Isola

La minoranza consigliare L’Altra Bene di Bene Vagienna, guidata dal capogruppo Livio Berardo, ha inviato una proposta al sindaco Claudio Ambrogio, con la quale chiede di intitolare un luogo del Comune (una strada, una piazza, un viale o un giardino) ad una figura femminile.

«In occasione dell’80° anniversario della Costituzione e dell’80° anniversario dell’esercizio del voto alle donne e in seguito alle sollecitazioni giunte dalle istituzioni, si propone l’intitolazione di uno spazio urbano alla luminosa figura di Aurelia (Leletta) d’Isola appartenente alla famiglia Oreglia d’Isola, la quale – pur non vivendo più nel nostro Comune – ha lasciato in comodato d’uso la sua proprietà alla Comunità della Gorra, che opera sul territorio a scopi sociali» si legge nella proposta.

«Aurelia Leletta d’Isola (Torino, 1° aprile 1926 – Saint-Pierre, 18 agosto 1993), sorella dell’ancora in vita architetto Aimaro Oreglia d’Isola, donna colta, di grande fede, e impegnata fin da giovanissima – negli anni 43/45 a collaborare e sostenere il movimento partigiano, operando particolarmente nella zona di Bagnolo Piemonte (paese della madre), mettendo a disposizione dei partigiani la propria abitazione, fornendo informazioni e segnalazioni al movimento, che si riconosceva nel comandante Barbato (ossia l’avvocato siciliano Pompeo Colajanni, plurilaureato, ufficiale di cavalleria, capo carismatico) e in una pluralità di attivisti (come il vecchio operaio comunista Gustavo Comollo Pietro, il professore di filosofia Ludovico Geymonat Luca, il medico Plinio Pinna Pintor, capo partigiano Raimondo Luraghi (tenente Martelli) e altri ancora).

La stessa Leletta nel suo diario Il diario di Leletta – Lettera a Barbato e cronache partigiane dal 1943 al 1945 (Milano, Franco Angeli, 1993) e nei Quaderni nascosti. Cronache di una giovane partigiana (Torino, S.E.I., 2013) racconterà i rischi e le problematiche scaturite in quegli anni di ferro e fuoco dall’appoggio ai partigiani e dalla consonanza di spirito tra i partigiani e la famiglia, che si avvaleva della spiccata personalità della baronessa Caterina d’Isola, l’ultima primogenita dei Malingri di Bagnolo. All’argomento della guerra e alla coesistenza operativa tra comunisti e monarchici, aristocratici e contadini, ragazzi di leva e ufficiali dell’ex esercito regio dedicherà uno studio importante il prof. Giovanni De Luna (La Resistenza perfetta, Milano, Feltrinelli, 2015).

I consiglieri dell’Altra Bene hanno chiesto inoltre di inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale la proposta.

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