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Un nuovo ponte contro le alluvioni: svolta da 3,5 milioni per sicurezza e viabilità

Giuggia realizzerà a Chiusa di Pesio un ponte a campata unica sul torrente Pesio: progetto da 3,5 milioni con archi in acciaio COR‑TEN e calcestruzzo per aumentare il deflusso, ridurre il rischio alluvionale e valorizzare il paesaggio.

Un nuovo ponte contro le alluvioni: svolta da 3,5 milioni per sicurezza e viabilità

Sarà la ditta Giuggia a realizzare a Chiusa di Pesio il nuovo ponte che da via Mondovì immette verso la salita del Mortè.

Il ponte sul torrente Pesio all’altezza dell’”Area Verde” di Chiusa Pesio, verrà quindi abbattuto ed al suo posto ne verrà realizzato un altro a campata unica, il tutto per un costo complessivo di circa tre milioni e mezzo di euro.

Il ponte mette in collegamento la parte più a monte dell’abitato  con la circonvallazione che, arrivando da Pianfei, prosegue sino al Colle del Mortè e da qui verso il Monregalese.

Una buona notizia per il paese in quanto l’attuale ponte a tre campate, con un’altezza ridotta rispetto al letto del fiume, rappresenta una fonte di pericolo per il rischio che si formi a ridosso dei pilastri, in caso di fenomeni alluvionali, una sorta di diga con conseguente allagamento di una parte del sottostante abitato di Chiusa Pesio.

L'abitato di Chiusa di Pesio è stato coinvolto in diversi eventi alluvionali tra cui, in particolare, quello del 2002, nel corso del quale si è evidenziata l'inadeguatezza, dal punto di vista del deflusso idraulico, del ponte sul Torrente Pesio collocato a prosieguo di via Mondovì, ai piedi della salita verso il Colle del Mortè. Nel 2006 era già stato redatto uno Studio di Fattibilità a firma dello Studio di Ingegneria Ferrari e Giraudo, che quantificava le problematiche correlate al deflusso idrico nello stato di fatto ed in diversi scenari di ripristino della struttura.

“Attualmente l’alveo subisce una sostanziale restrizione della sezione a causa della presenza di due elementi di sostegno di notevole larghezza che contribuiscono al repentino innalzamento del livello fluviale nel corso degli eventi di piena – si legge nella relazione tecnica dello Studio associato Ingeoproject di Cuneo. Le sezioni alla quota più bassa dell’intradosso dell’impalcato hanno subito danneggiamenti ripetuti proprio a causa del materiale trasportato dalle onde di piena, con la conseguente erosione del copriferro, esposizione delle armature e pronunciato ammaloramento dell’acciaio”.

A fronte dell’esigenza, evidenziata dall’Amministrazione comunale, di non alterare eccessivamente l’altimetria del piano carrabile, si è scelta la soluzione in cui il sostegno dell’impalcato è affidato ad una coppia di arcate metalliche, leggermente divaricate per eliminare il senso di “chiusura” che possono dare strutture di questo tipo quando progettate con un approccio più tradizionale.

«Non potendo intervenire sullo spessore finale dell’impalcato, non suscettibile di ulteriori riduzioni, si è quindi ampliata sensibilmente la luce netta del ponte così da incrementare in modo significativo la sezione senza sollevare in modo percepibile il piano stradale e senza intervenire sul naturale profilo altimetrico del fondo alveo, fatta salva naturalmente la rimozione delle irregolarità isolate che si formano per l’alternanza delle fasi di deposizione e di erosione del materiale trasportato nelle fasi di piena fluviale - si spiega ancora nella relazione tecnica dei progettisti. Una struttura di tale tipo, realizzata con tecniche miste calcestruzzo-acciaio, richiede una manutenzione non eccessiva e soddisfa inoltre standard estetici di alto livello, elemento irrinunciabile in un contesto territoriale a vocazione turistica quale quello della Valle del Pesio. In particolare, si è optato per realizzare le parti metalliche interamente in acciaio COR-TENTM, un materiale che unisce la predisposizione all’inserimento nei contesti verdi extra-urbani alla forte resistenza alla corrosione, non richiedendo quindi la periodica manutenzione necessaria alla protezione con vernici speciali delle strutture in acciaio ordinario».

Il rendering del progetto evidenzia i due grandi archi in metallo che consentiranno al ponte, attraverso appositi “tiranti”, di superare con un’unica campata il letto del torrente.

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