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31 Marzo 2026 - 05:09
Il presidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Marco Bozzolo
«La decisione di ridurre al 35% il credito d’imposta per le imprese che avevano già presentato progetti e avviato investimenti rappresenta un atto grave e inaccettabile, che colpisce direttamente la tenuta economica di migliaia di aziende agricole. Siamo di fronte a un comportamento istituzionale che non possiamo tollerare. Le imprese sono state spinte a investire, innovare e indebitarsi per restare competitive. Oggi lo Stato cambia le regole a partita in corso, scaricando sulle aziende il costo dei propri ritardi e delle proprie inefficienze».
Così il presidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Marco Bozzolo, esprime la netta e ferma condanna rispetto al taglio degli incentivi previsti dal piano Transizione 5.0, introdotto con il decreto-legge fiscale Dl 38/2026.
«Il provvedimento – spiega Bozzolo - rischia di mettere in ginocchio numerose realtà del territorio cuneese che avevano già sottoscritto contratti, versato acconti e pianificato investimenti sulla base di un quadro normativo che garantiva ben altre condizioni. Non si tratta di una semplice revisione tecnica, ma di una rottura gravissima del patto di fiducia tra Stato e imprese. Così si minano le basi stesse di qualsiasi politica di sviluppo. Ci domandiamo chi investirà ancora, sapendo che le regole possono cambiare da un giorno all’altro».
Cia Cuneo definisce “confusa e inadeguata” la gestione della misura Transizione 5.0, segnata da incertezze, ritardi e continui cambi di indirizzo, il cui prezzo oggi viene pagato esclusivamente dagli agricoltori.
«È inaccettabile che siano le imprese agricole a pagare per errori che non hanno commesso – sottolinea il presidente Bozzolo –, questo provvedimento rischia di bloccare gli investimenti, rallentare l’innovazione e compromettere la competitività di un settore già sotto pressione».
Per questo, Cia Cuneo chiede un intervento immediato e risolutivo da parte del Governo e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, affinché vengano ripristinate condizioni eque per tutte le imprese che hanno già avviato gli investimenti.
«Servono risposte subito, non promesse. Se non verranno adottate misure correttive concrete, siamo pronti a mobilitarci in tutte le sedi opportune per difendere le imprese agricole del nostro territorio. Senza certezza delle regole e senza rispetto degli impegni assunti, ogni politica di incentivo è destinata a fallire, con danni gravissimi per l’intero sistema».
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