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Gasolio sempre più caro: i tir si fermano per una settimana

Trasportounito annuncia lo sciopero nazionale: «Il caro prezzi pesa in modo gravissimo sui bilanci già deboli delle imprese»

Gasolio sempre più caro: i tir si fermano per una settimana

Il prezzo del gasolio schizza alle stelle, diventa sempre più insostenibile e gli autotrasportatori incrociano le braccia e spengono i camion per quasi un'intera settimana, da lunedì 20 a sabato 25 aprile.

Lo comunica in una nota Trasportounito, Associazione nazionale autotrasportatori professionali, specificando che lo stop a livello nazionale è stato fissato nonostante i rilievi negativi espressi dalla Commissione di garanzia sugli scioperi. Il presidente, Franco Pensiero, ha spiegato che la situazione di estrema difficoltà, determinata dall’aumento incontrollato dei prezzi del carburante — che pesa in modo gravissimo su bilanci già molto deboli delle imprese — potrebbe portare fin da subito al blocco dei mezzi pesanti nei depositi. Trasportounito, si legge, garantirà il massimo supporto sindacale a queste iniziative.

Carburanti: prezzi sostanzialmente invariati
Secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla base dei dati più recenti dell’Osservatorio prezzi carburanti aggiornati al 30 marzo, i prezzi medi in modalità self service lungo la rete stradale nazionale risultano stabili: la benzina si attesta a 1,746 euro al litro, mentre il gasolio a 2,055 euro al litro. Sulla rete autostradale, invece, i valori medi sono leggermente più alti, con la benzina a 1,813 euro al litro e il gasolio a 2,118 euro al litro.

Gestori contro le compagnie: segnalazione al Garante
Le associazioni dei gestori Faib Confesercenti e Fegica denunciano che le compagnie petrolifere non stanno rispettando quanto previsto dal decreto carburanti, ovvero l’obbligo di pubblicare in modo chiaro sui propri siti i prezzi consigliati al pubblico. Per questo motivo è stata inviata una segnalazione formale al Garante per i prezzi, noto come Mister Prezzi, e ad altre istituzioni competenti.

Secondo le organizzazioni, questa mancanza provoca un danno rilevante per l’interesse pubblico e limita la trasparenza necessaria anche per i controlli. Ricordano inoltre che il decreto prevede, in caso di violazione, una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero dell’azienda inadempiente. Faib e Fegica chiedono quindi quali provvedimenti il Garante intenda adottare e se sia previsto un confronto con la Guardia di Finanza.

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