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Una raccolta fondi per mantenere bella e sicura l'antica cappella di Santo Stefano

Finemente decorata, viene accudita con amore da alcuni volontari. Ecco come contribuire alla causa

Una raccolta fondi per mantenere bella e sicura l'antica cappella di Santo Stefano

La cappella di Santo Stefano, a Bene Vagienna

Riceviamo da Chiara Cavallero e pubblichiamo, l'intervento che segue.

Un’antica piccola chiesa posta sulla collina rappresenta tutta la frazione Santo Stefano di Bene Vagienna e tutti coloro che passano sulla Provinciale che dal paese porta a Lequio Tanaro e alla Fondovalle, la possono ammirare, stagliata sull’altura.

La storia di questa e altre pievi rurali ha origini piuttosto vetuste e spesso, sin dalla loro costruzione, sono merito di bravi artigiani e artisti locali. La cappella di Santo Stefano, definita anche “sussidiaria” in quanto chiesa di importanza secondaria rispetto alle sedi di parrocchia o ai Santuari, è minuziosamente decorata specialmente negli interni mentre all’esterno vanta un affresco rappresentante la Vergine Maria che accoglie le sofferenze di Santo Stefano e la rappresentazione di San Grato a cui è intitolato un altare e che viene onorato ogni anno come patrono della località e dei suoi abitanti.

La posizione in zona collinare prospicente al torrente Mondalavia la rende visibile da buona parte dell’abitato benese e, essendo illuminata, rimane un punto di riferimento anche nelle ore notturne specialmente per chi passeggia sul baluardo di Levante.

La struttura è formata da una navata con un altare centrale ed uno laterale, dalla sacrestia e da un alloggio su due piani che  fino agli anni ’70 è stato residenza del sacerdote delegato.

Santo Stefano e San Grato continuano ad essere oggetto di devozione; le celebrazioni del mese di maggio, di settembre e  di dicembre sono sempre partecipate e Beppe e Michele non dimenticano mai, come vuole la tradizione,  di salutare con il suono delle campane quando uno dei santostefanesi lascia questo mondo.

Ogni anno, in occasione della festa di San Grato del 7 settembre, si rinnova la tradizione con l’invocazione del Santo  come protettore dalle intemperie, in particolare la grandine e la siccità,  e per la protezione dei frutti della terra e dei fienili. Alla messa domenicale e a quella del lunedì viene benedetto un pane che viene donato ad ogni famiglia; la tradizione vuole che, in caso di minaccia di temporali dannosi alle colture, qualche briciola buttata sull’aia sia un mezzo di intercessione del Santo per la protezione dei campi.

La chiesa, il suo sagrato e i locali ad essa annessi, sono inoltre un punto di riferimento sociale per riunioni che interessano gli abitanti della frazione.

Un piccolo gruppo di persone capitanate da Michele Cavallero si prende cura di tutto ciò e anche delle aree annesse con il prato e il piccolo piazzale; ogni anno viene svolta una accurata pulizia e piccoli lavori di manutenzione.

Nel 2025 è stata totalmente ritinteggiata la facciata della cappella, utilizzando i fondi accantonati negli anni, frutto delle offerte dei fedeli, ma si ravvisa ora la necessità di operare alcuni interventi estetici e altri strutturali. Grazie quindi a Bene Banca, che ha elargito un contributo eleggendosi a capofila di una serie di benefattori che, si spera, possano raggiungere l’obiettivo e mantenere la chiesa di Santo Stefano bella, accogliente e sicura.

Si apre quindi una raccolta fondi per finanziare i lavori necessari e si rimane a disposizione per informazioni e chiarimenti (Fulvio tel.335-5430417, Chiara tel. 338-4736824, Giovanni tel. 333-2680668 Manuela tel. 338-6856222) ringraziando intanto  Bene Banca, le famiglie Prieri e Dimatteo che hanno fatto da apripista all’iniziativa e tutti coloro che vorranno contribuire ai lavori di manutenzione.

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