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01 Aprile 2026 - 10:52
«Dal 7 aprile saremo senza casa. Chiediamo aiuto». Arriva al nostro giornale un appello, da parte di una famiglia, per una situazione complessa. Lo hanno inviato due coniugi, Alessandra e Marcello.
Da circa un anno e mezzo vivono in una casa alle porte di Mondovì. Ora però sono sotto sfratto (non per morosità ma come conseguenza di una lunga trafila legale, di cui non scriviamo dettagli). Hanno alle spalle alcuni problemi di salute e scrivono: «Il 7 aprile un atto di precetto ci impone di lasciare l’abitazione. Non abbiamo una soluzione alternativa. Non abbiamo famiglia in grado di ospitarci. Non abbiamo reddito. Rischiamo concretamente di trovarci in strada, malati, senza cure e senza un tetto. Non chiediamo assistenzialismo. Abbiamo lavorato onestamente per tutta la vita. Chiediamo solo quello che la Costituzione italiana garantisce a ogni cittadino: dignità, un tetto, la possibilità di lavorare».
La coppia racconta che nel 2018 ha investito tutti i risparmi che aveva per aprire un bar-tavola calda in una zona al confine fra la provincia di Cuneo e quella di Torino. Ma gli affari sono andati male, con l’emergenza Covid di mezzo, e l’attività non è sopravvissuta: «Le conseguenze sono state devastanti: abbiamo perso la casa di proprietà, le automobili, ceduto il locale a prezzo irrisorio. Oggi viviamo in affitto con le ultime risorse rimaste: risorse che sono finite. Non siamo rimasti con le mani in mano. Negli ultimi mesi abbiamo chiesto aiuto ai Servizi sociali, ma non abbiamo diritto a una casa per emergenza abitativa perché non abbiamo minori o invalidi conviventi». Una situazione complicata.
La coppia non chiede assistenza, ma possibilità di un lavoro o di una casa in cui vivere come “custodi”, anche fuori Mondovì. Chi desiderasse mettersi in contatto con Alessandra e Marcello può scrivere alla nostra redazione.
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