Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Torturato e ucciso a 27 anni, trascinato dietro un'auto: il partigiano eroe che salvò il paese

Il sindaco ricorda Calogero Bracco: «Gli spezzarono le gambe. Morì tra atroci sofferenze, mentre la mamma aspettava una sua lettera»

Torturato e ucciso a 27 anni, trascinato dietro un'auto: il partigiano eroe che salvò il paese

Calogero Bracco, tradito da un suo compagno

«A Trinità era l'8 aprile 1945. Un ragazzo in bicicletta sta arrivando in paese dalla frazione Molini. A Petralia Sottana, in Sicilia, una mamma sta aspettando una lettera dal figlio – ricorda Ernesta Zucco, sindaco di Trinità –. Siamo agli ultimi colpi di coda di una guerra fratricida ed ingiusta, come ogni conflitto. Il ragazzo è tranquillo, ha voglia di vivere, ha una compagna che vorrebbe far conoscere alla famiglia, alla madre; vorrebbe sposarla. Ha dei progetti di vita importanti, ha avuto un ruolo di primo piano per la liberazione del nostro territorio. Non sa e non può prevedere il tradimento di un suo compagno di lotta, lui ha scelto la strada giusta: la libertà. Dopo l'8 settembre 1943 si è unito ai partigiani e l'8 aprile 1945 sta giungendo in paese per acquistare viveri. Passa vicino a lui una pattuglia di soldati tedeschi, non lo nota, o non ha voglia di notarlo. Dietro un cespuglio, italiani come lui, nazifascisti detti "muti", lo arrestano e lo portano a Carrù, in carcere.

Lo interrogano, lo torturano, riesce a fuggire ma non conosce la città, lo riprendono, gli spezzano le gambe e lo riportano a Trinità. Il giorno dopo, il 9 aprile, dopo atroci torture per estorcergli i nomi dei suoi compagni, lo legano dietro una vettura, lo trascinano per tutto il concentrico del nostro paese. Un megafono con musica ad alto volume attutisce le sue grida di dolore. Una donna, in via Braida, ha pietà di lui e chiedere di farla finita. Le sue braccia lo accolgono come una tenera madre. Sarà lasciato lì un giorno intero, come monito per chi potrebbe emulare le sue gesta. La madre, a Petralia Sottana, attende sue notizie. Una farfalla bianca giunge come ogni volta alla finestra ad annunciare l'arrivo della lettera del figlio ma, questa volta, è un'altra lettera. È la notizia del curato di Trinità, che annuncia la morte del figlio.

Tutti i sogni, le speranze di una famiglia si sgretolano. La madre ha in seno l'arrivo del decimo figlio, che porterà il suo nome e, per tutta la vita, il tormento di chi non c'è più. Una famiglia distrutta dal dolore, anche se ha avuto un grande figlio, eroe della Resistenza, salvatore di tutta una frazione e di tanti compagni per il suo silenzio, per il suo coraggio, ma mai tornato nella sua terra. Calogero sarebbe potuto tornare a casa, non fermarsi in Piemonte, non lottare per noi, ma ha scelto la strada della libertà e dobbiamo essergliene grati. Dobbiamo conservarla questa libertà, ed impegnarci ogni giorno per onorare i tanti sacrifici dei nostri antenati. La libertà non ci è dovuta e non è per sempre, senza una lotta costante per mantenerla.»

L'11 aprile prossimo, nella sala consigliare di Petralia Sottana (Palermo) verrà presentato il libro di Dorotea Maria Guida “Genealogia Patrilineare di Calogero Bracco, eroe della Resistenza”, omaggio al sacrificio del ragazzo.

Saranno presenti in Sicilia l'autrice, il sindaco di Trinità, Ernesta Zucco, il sindaco di Petralia Sottana, Piero Polito, il nipote di Calogero, Massimiliano Bracco, i parenti e lo scrittore Maurizio Padovano. Sarà un momento di riflessione storica e di commemorazione.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x