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Guerra sui radiologi in fuga dall'Ospedale: «Situazione delicata, ma fino a luglio non cambia nulla»

Oggi le prime dimissioni: in tre potrebbero andare ad Alba. Anche il primario potrebbe lasciare. Il direttore presenta i nuovi investimenti

Fuga di radiologi dall'Ospedale

Arriveranno con tutta probabilità oggi pomeriggio, o al massimo domani, le lettere dei radiologi dell'Ospedale di Mondovì: tre pronti ad andarsene, a lasciare il "Regina Montis Regalis" e a chiedere il trasferimento all'Ospedale di Alba-Verduno dopve hanno vinto il concorso.

E c'è chi teme che a breve potrebbe arrivare anche l'addio del primario, il dottor Priotto, che lascerebbe Mondovì per tornare a Cuneo. «Ho incontrato i radiologi questa mattina - spiega il direttore generale Asl CN1, Giuseppe Guerra - e incontrerò i primario nelle prossime ore».

Alle spalle di tutto, spiega Guerra, ci sarebbe la situazione di un reparto troppo sotto pressione a causa della richiesta: «Non si può attivare il servizio di guardia per la notte. La Radiologia a Mondovì ha una pianta organica di una decina di medici, mentre a Verduno sono il doppio: è ovvio che il carico di lavoro venga considerato meno pesante, più distribuito, e che la struttura venga considerata più attrattiva»

Fino a metà luglio nessun cambio

«Le dimissioni, se arriveranno, non saranno effettive prima di metà luglio: fino ad allora resta tutto come oggi. E nel frattempo penseremo a risolvere questa situazione».

Che la situazione sia pesante, è innegabile. Guerra: «È un momento delicato. Voglio parlare con Torino, con l'Università, per cercare di portare nuove persone. Cercheremo nelle graduatorie delle altre aziende».

Cosa è stato fatto fino a ore? «Quando mi è stata presentata la criticità - risponde il direttore generale - ho attivato una convenzione con Asl Torino: 8 medici in più per Mondovì, in convenzione. Ovviamente, tutto questo ha un costo. La convenzione ha scadenza? Sì, ma lo voglio dire chiaramente: è rinnovabile».

Come risolvere il problema

Ora però serve capire come risolvere il problema. Altrimenti, l'Ospedale di Mondovì finisce per essere considerato "l'anticamera meno attraente" di altri ospedali. Guerra: «Faremo altri incontri. Questa situazione si è già presentata anche altrove, ci attiveremo. Non si dica che voglio che l'Ospedale di Mondovì "chiuda", perché non è così! Non voglio danneggiare nessun reparto di Mondovì».

Il dg sembra rispondere,  indirettamente, alle tante preoccupazioni del territorio. Non solo dal mondo medico, ma anche da quello dei sindaci. Questa mattina, all'inaugurazione del nuovo mammografo digitale acquistato grazie a un contributo da 100 mila euro della Fondazione CRC, il sindaco di Mondovì ha detto: «Questo ospedale ha un valore aggiunto nell'aspetto umano di chi ci lavora: ed è un fattore che risalta fra gli utenti. Dobbiamo sempre ricordarci di questo e di quanto siano importanti queste strutture, mai scontate. Impegnamoci tutti a non rovinarle».



Interventi previsti da Asl per Mondovì

Guerra: «Oltre al nuovo mammografo, avremo presto i nuovi letti UTIC per la Cardiologia, acquistati grazie al contributo della Fondazione CRC. A metà luglio contiamo di aprire finalmente la nuova Dialisi, realizzata grazie a Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo».

E ancora: «La Casa di comunità è un fase di realizzazione nella palazzina di via Torino: aprirà entro l'anno, più tardi rispetto ad altri lavori PNRR perché sci sono stati problemi con le solette. In estate vogliamo anche aprire la nuova Rianimazione. La TAC mobile dovrà lasciare Mondovì ma voglio metterne una nuova, a 164 strati, acquistata in parte grazie ai soldi della vendita dell'immobile dell'ex Ospedale "Michelotti". E speriamo di poter finalmente realizzare l'Auditorium che in questo Ospedale era previsto fin dall'inizio, a fianco dell'ingresso: una sala congressi con grande capienza dove potremo fare convegni e corsi di formazione».

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