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12 Aprile 2026 - 10:57
Un momento della celebrazione con il vescovo
Una mattinata di fede, arte e comunità quella vissuta oggi, domenica 12 aprile, a Carassone, dove la parrocchia di San Giovanni ha celebrato la riapertura della Cappella del Rosario, restituita al suo antico splendore dopo un lungo e complesso restauro.
Alle ore 9.30 la chiesa parrocchiale ha accolto la messa solenne presieduta dal vescovo di Mondovì, mons. Egidio Miragoli, momento culminante di un lungo percorso. Durante la celebrazione si sono svolte la benedizione della cappella e l’incoronazione della Madonna del Rosario.

Il restauro rappresenta il recupero di un tassello importante della storia locale. Determinante è stato l’impegno di don Andrea Rosso, che fin dal suo arrivo a Carassone ha seguito con costanza l’intero iter, affrontando anche i momenti più complessi legati alla progettazione e alla realizzazione dei lavori. Decisiva, in particolare, la scelta di unificare gli ultimi due lotti di intervento, resa possibile grazie al dialogo con la Soprintendenza.
La Cappella del Rosario affonda le sue radici nel XVII secolo: la sua costruzione è attestata già nel 1637 e si inserisce in un contesto storico profondamente legato alla presenza dei Domenicani a Mondovì. L’edificio attuale della chiesa di San Giovanni si è sviluppato tra Sei e Settecento, accogliendo al suo interno questo spazio ricco di suggestioni artistiche e spirituali.

All’interno, la cappella si presenta come un vero e proprio scrigno: ornamenti in stucco impreziosiscono le volte, mentre una cornice di formelle in legno dipinto raffigura i quindici misteri del Rosario. Tra gli elementi più rilevanti spiccano gli affreschi del pittore Giovanni Claret, tra cui la spettacolare rappresentazione della battaglia di Lepanto, simbolo della vittoria cristiana attribuita alla preghiera del Rosario su invito di papa Pio V, figura profondamente legata alla storia della diocesi.
Non meno significative le altre scene dipinte, tra cui episodi legati alla tradizione domenicana e alla crociata contro gli Albigesi, oltre alla complessa iconografia della volta, dominata dall’Assunzione della Vergine circondata da figure simboliche.
Il restauro, progettato dall’architetto Gemma Fulcheri, è stato realizzato per lotti grazie al sostegno di importanti enti, tra cui le Fondazioni CRT e CRC, il Ministero della Cultura e la Compagnia di San Paolo, oltre al contributo della comunità parrocchiale. I lavori, eseguiti dalla società torinese Alma vera snc sotto la guida della restauratrice Costanza Maria Tibaldeschi, hanno riguardato la pulitura degli affreschi, il consolidamento delle superfici e la rimozione di interventi successivi che ne alteravano la lettura originaria.

L’inaugurazione odierna segna anche l’inizio di un calendario di eventi che accompagneranno la comunità fino al mese di maggio. Tra gli appuntamenti più attesi, l’arrivo delle reliquie di Santa Bernadette e della statua della Madonna provenienti dal Santuario di Lourdes, che renderanno la parrocchia un punto di riferimento per la devozione mariana del territorio.

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