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In corsa nel deserto, tra guasti e sabbia: padre e figlio scalano la classifica del Panda Raid

Dal Marocco, il racconto di Mauro e Andrea: «Siamo anche rimasti insabbiati, ma il morale è altissimo. Avanti così»

In corsa nel deserto, tra guasti e sabbia: padre e figlio scalano la classifica del Panda Raid

Andrea Spinardi, nel deserto del Marocco con il papà Mauro

Prosegue in questi giorni, tra sabbia, fatica e grande entusiasmo l’avventura dei quattro amici di Carrù e Farigliano impegnati al Panda Raid, il suggestivo rally non competitivo riservato alle iconiche Fiat Panda che si snoda tra le piste del deserto del Marocco.

Dopo un avvio segnato da qualche difficoltà – tra intoppi alla dogana e una prima notte particolarmente fredda nel deserto, come raccontato nei giorni scorsi – la spedizione monregalese composta da Mauro e Andrea Spinardi da una parte e Lorenzo Costamagna e Danilo Vazzotti dall’altra, ha trovato ritmo e determinazione, entrando nel vivo della competizione.

Tappa 2 e 3: tra prestazioni eccellenti e grande resistenza

A fare il punto della situazione è Mauro Spinardi, raggiunto nella mattinata di oggi, giovedì 16 aprile, mentre è in corso la quarta tappa:

«L’altro ieri, martedì, la tappa è andata benissimo, senza alcun problema: abbiamo chiuso 25esimi su circa 400 equipaggi». Un risultato già di rilievo, che conferma la competitività del team anche in un contesto tutt’altro che semplice.

Ben diversa la giornata di mercoledì, con la terza tappa che si è rivelata una vera prova di resistenza: «Sapevamo che sarebbe stata una delle più difficili e così è stato. Abbiamo guidato per oltre 10 ore e ci è successo davvero di tutto».

Il racconto è quello di una maratona meccanica nel cuore del deserto: prima un problema all’albero di trasmissione, poi allo sterzo, entrambi risolti in autonomia. Più complesso l’inconveniente successivo, legato al corpo farfallato, il sistema di aspirazione dell'auto: «Per fortuna lì vicino c’erano i meccanici di gara: senza strumenti diagnostici, solo con pinze e cacciavite, hanno capito subito il problema. Sono stati fenomenali».

Non è mancato nemmeno l’episodio più classico del rally nel deserto: l’insabbiamento. «Siamo rimasti bloccati, ma siamo riusciti a uscire da soli, usando le pedane sotto le ruote della Panda».

Classifica in rimonta: 16° posto assoluto

La fatica è stata ripagata questa mattina, quando sono state pubblicate le classifiche aggiornate: «Siamo 16esimi. Un risultato davvero incredibile», racconta Spinardi con soddisfazione.

Un piazzamento che premia la costanza e la capacità di adattamento dell’equipaggio, alla sua seconda partecipazione e protagonista di una vera e propria rimonta tra centinaia di partecipanti.

L’altro equipaggio: problemi risolti e buon piazzamento

Anche il secondo equipaggio, quello composto carrucese da Costamagna e Vazzotti, sta affrontando con determinazione la gara: «Hanno avuto qualche problema, ma tutto è stato risolto. Durante un intervento, una jeep dei meccanici ha urtato la loro Panda danneggiando un parafango, ma anche quello è stato sistemato».

Nonostante gli imprevisti, il bilancio resta positivo: «Sono circa 60esimi, un ottimo risultato considerando che è la loro prima esperienza».

Spirito alto e paesaggi indimenticabili

Al di là della classifica, resta il valore umano e dell’esperienza: «Il morale è sempre altissimo. Stiamo vedendo paesaggi incredibili e vivendo davvero una grande avventura».

Con ancora alcune tappe da affrontare, il Panda Raid continua a mettere alla prova uomini e mezzi. Ma per i quattro amici, tra sabbia, motori e amicizia, è già una storia da ricordare.

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