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Dimissioni dei radiologi: sindaci in allarme, si riunisce l'assemblea di Distretto

La sera del 23 aprile

ospedale mondovì

L'Ospedale di Mondovì

Quelle dimissioni, che non sono più temute ma sono ormai un dato di fatto, preoccupano. Tre radiologi, più il primario, lasceranno il reparto di radiologia dell’Ospedale di Mondovì.

C’è apprensione, da parte dei sindaci del Distretto Monregalese-Cebano dell’Asl CN1. Tanto che i sindaci di Mondovì, Luca Robaldo, e di Ceva, Fabio Mottinelli, hanno chiesto al presidente Franco Bosio, sindaco di Monastero di Vasco, la convocazione di una riunione. Si troveranno a discutere questa settimana, giovedì 23 aprile.

Il punto all'ordine del giorno: «Considerazioni da parte del Comitato dei Sindaci, nell’ambito delle proprie funzioni, in merito alla situazione attuale dei presidi ospedalieri locali, con particolare riferimento alle recenti criticità legate alla dimissione di personale medico presso il nosocomio “Regina Montis Regalis” di Mondovì»

Le dimissioni sono state comunicate a metà mese, una dopo l’altra, direttamente dai medici al direttore generale Asl Giuseppe Guerra. I tre radiologi andranno a lavorare a Verduno, nel nuovo ospedale albese dell’Asl CN2, dove hanno effettuato e vinto il concorso. Il primario, dr. Priotto, ha chiesto di essere trasferito al “Santa Croce” di Cuneo.

«È un momento delicato – ha ammesso il dg la scorsa settimana –. Voglio parlare con Torino, con l’Università, per cercare di portare nuove persone. Cercheremo nelle graduatorie delle altre Aziende». E poi aggiunge: «Le prime dimissioni non saranno effettive prima di metà luglio, le ultime hanno decorrenza a settembre: fino ad allora resta tutto come oggi. E nel frattempo penseremo a risolvere questa situazione».

L’Asl CN1 sta dando corso a tutte le azioni volte a reclutare personale medico nelle specialità di Radiologia: ha chiesto alla CN2 di poter guardare la graduatoria del concorso e di conoscere la disponibilità alla stipula di convenzioni tra Aziende. Analogamente con l’Aso Santa Croce o altre Aziende del Piemonte e della Liguria. Ma per ora resta l’incognita. E i sindaci vogliono vederci chiaro.

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