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Roma può far chiudere alla città uno dei suoi simboli: «Chiesta la proroga»

La funicolare deve fare la revisione ventennale: costerebbe 5milioni di euro

Roma può far chiudere alla città uno dei suoi simboli: «Chiesta la proroga»

La questione è semplice. Se non si fa la revisione, si rischia di veder chiudere uno dei simboli della città di Mondovì: la funicolare. Ecco perché il sindaco ha firmato, assieme al gestore dell'impianto, la richiesta di proroga.

Non bisogna infatti dimenticare che la funicolare – la “fune”, come la chiamano i cittadini monregalesi – è, prima di tutto, un mezzo di trasporto. E anche se molti turisti scelgono di salirci per vivere l’esperienza, per salire nel centro storico e vedere la città da una prospettiva diversa, essa deve sottostare alle norme che regolano gli impianti a fune. Che prevedono che il mezzo, dopo 20 anni di “vita”, venga smontato da cima a fondo e revisionato pezzo per pezzo.

Di cosa stiamo parlando?

Cerchiamo di spiegare bene qual è il punto. Quando leggiamo il termine “revisione”, molti di noi potrebbero pensare a qualcosa di simile alla manutenzione che si fa per un’automobile. Ovvero: controllare l’impianto, verificare che tutto sia funzionale e in regola, capire se c’è qualcosa che non va ed eventualmente sostituire ciò che si è usurato.

Ma per la funicolare si tratta di qualcosa di molto diverso.

Questa revisione non consiste in una “verifica dello stato di usura dell’impianto”: è, al contrario, una procedura che prevede di andare a sostituire la quasi totalità delle componenti elettriche-elettroniche e di quelle meccaniche. Indipendentemente dalle loro condizioni. È un obbligo di legge che scatta allo scadere dei 20 anni.

La funicolare di Mondovì è stata aperta nel 2006: il 2026 è dunque “l'anno X”.

L’Ente che segue questa procedura è ANSFISA (ex USTIF), l’Agenzia del Ministero delle infrastrutture e trasporti che si occupa di tutti gli impianti su rotaia e a fune.

La funicolare di Mondovì dovrà dunque restare ferma per mesi (cinque? sei?) e dovrà essere smontata quasi pezzo per pezzo, per sostituire tutte le componenti “che la fanno funzionare”.

E l’intervento è reso ulteriormente complesso a causa della collocazione: non dimentichiamoci infatti che la funicolare di Mondovì ha la sala macchine e le stazioni inserite in locali storici. Lavorare in queste condizioni e in questi contesti richiederà una serie di accorgimenti e procedure difficili.

La progettazione è in corso. Ma i soldi...non ci sono: il conto ammonta a circa 5 milioni di euro. Una cifra enorme: inizialmente si sperava di poter stare "fra i 3 e i 4 milioni", ma l'impennata dei costi e la complessità dell'intervento hanno fatto lievitare la cifra.

Il problema è che se questa revisione non viene fatta... l'impianto si trova a essere "fuori legge", non più in regola con le norme italiane. E deve chiudere (come è avvenuto in situazioni analoghe, in altre parti8 di Italia). La città di Mondovì sperava in un emendamento all'ultima Legge di Bilancio: ma non è andata così. E così, oggi, si chiede la proroga.

«Ho firmato la richiesta assieme al gestore Bus Company - afferma il sindaco Luca Robaldo - e la rivolgiamo all'autorità preposta. Utilizzeremo il tempo della proroga per cercare i fondi necessari alla revisione».

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