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Niella Tanaro. Il convegno per i dieci anni delle Associazioni Fondiarie

Passano le generazioni, cambia la società. La montagna e le campagne si spopolano e sempre più terreni, o appezzamenti di bosco, restano in stato di abbandono. In alcuni casi il proprietario non è più reperibile, in altri non è in grado di prendersi cura del suolo ereditato, perché ha altre competenze o non ha le risorse per farlo, o ancora vive altrove. Una piaga sempre più pericolosa per un terreno come quello monregalese, ad esempio, che è sostanzialmente un mosaico di piccoli fondi. Anche per risolvere queste esigenze (non solo legate al decoro ma anche alla sicurezza del terreno), sono nate dieci anni fa le prime Associazioni Fondiarie. Serviva un organismo che consentisse una politica territoriale a più ampio raggio, che garantisse ai proprietari tutela del proprio bene (al riparo, ad esempio, dall’usucapione) e al contempo che aggregasse un numero di ettari di risorse sufficienti da rendere sostenibili la cura...

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