Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Alluvione del '94: «Quando il Tanaro cancellò gli impianti sportivi di Clavesana»

Campo Clavesana Web

Il campo sportivo di Clavesana nel 1994, come appariva prima e dopo la terribile alluvione di novembre

Sabato 22 ottobre in municipio a Clavesana, in occasione della consegna della cittadinanza onoraria agli ex amministratori comunali di Rogno (Comune gemellato che aiuto Clavesana nel post alluvione del '94) è intervenuto Livio Ballauri, responsabile del centro sportivo all’epoca della tragedia. Ballauri ha raccontato quei giorni tremendi, proiettando anche una serie di fotografie del disastro e ringraziando di cuore i cittadini di Rogno per aver permesso la ripartenza dell'attività sportiva in paese. «Grazie a Rogno è stato possibile ricostruire gli impianti sportivi, che erano stati praticamente cancellati. Oltre agli aiuti nell’immediato, gli amici di Rogno sono poi intervenuti materialmente l’anno dopo, occupandosi proprio della ricostruzione dell’area – ha detto –. Ricordo come se fosse ieri quel terribile 4 novembre 1994. Era un sabato ed ero al campo per tracciare le righe: avevamo una partita importante, il derby con Farigliano. Pioveva, ma non avevo capito la gravità della situazione. Dopo dieci minuti di lavoro ho notato che il livello del Tanaro si era alzato di parecchio e che l’acqua, superato l’argine in un punto, stava lentamente iniziando a fluire verso il terreno di gioco. Sono tornato a casa e ho avvertito la Federazione che la partita non si sarebbe potuta disputare. Sono poi tornato al campo sportivo, era circa l’una e mezza del pomeriggio, e ho visto che l’acqua aveva già completamente invaso il terreno di gioco e l’area spogliatoi. Ancora inconsapevole del disastro imminente, pensai addirittura di togliermi le scarpe e di andare a spegnere i contatori della luce. In pochi minuti però la situazione divenne seria e capii che dovevo invece abbandonare la zona al più presto. Quando sono tornato, giorni dopo, lo spettacolo è stato desolante: non c’era più nulla, solo sabbia, detriti e tronchi trasportati dalla corrente, là dove fino a poco prima c’era stato uno degli impianti sportivi più belli della provincia. Ho pensato che era finito tutto, che i giovani non avrebbero mai più potuto praticare sport in paese. E invece, grazie a Rogno, non fu così…».
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x