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Mondovì e la crisi dei negozi del centro storico

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«Se non si fa qualcosa per invertire la tendenza in corso, fra due o tre anni il centro storico di Mondovì è destinato a sparire». È l’intervento del consigliere di minoranza del Centrodestra Enrico Rosso verso l’Amministrazione comunale. Un tema enorme, inutile nasconderlo, che Rosso lancia in Consiglio comunale, nella discussione del bilancio di previsione – argomento che, come si sa, consente di “spaziare a 360 gradi. I casi delle vetrine che chiudono, anche di recente, non sono certo mancati: negozi storici che cessano l'attività, senza che nessuno subentri al loro posto, come nel caso di "Cabigliera" - LEGGI QUI - e di "Graziella outlet" - LEGGI QUI. «Il nostro centro storico è praticamente deserto – afferma Enrico Rosso – e le belle luminarie che l’Amministrazione ha sistemato illuminano… il nulla. Tanti negozi hanno chiuso di recente, altri chiuderanno da qui a poco. Nelle altre città della Granda, le altre “6 sorelle”, non ci risulta che le cose vadano così: la presenza di attività, di bar e ristorazioni, rende vive le vie del centro. È evidente che invece qui a Mondovì l’Amministrazione deve fare delle riflessioni importanti: c’è un problema da risolvere, e va risolto abbastanza velocemente. Serve attuare al più presto un “piano B” e mettere in campo azioni incentivanti più importanti, o manovre correttive per invertire la tendenza. In caso contrario, fra due o tre anni il centro storico sarà destinato a sparire». Dall'Amministrazione però non si alza lo scontro: semmai, si declina il problema in modo più ampio. «Quello che dice Rosso accade in tutta Italia - ha affermato l'assessore al commercio, Albero Rabbia -: il modo del commercio è cambiato completamente, negli ultimi anni. Chi pensa di poter continuare a fare commercio con le stesse forme di anni fa, è destinato a scontrarsi con la realtà. E sono cambiate anche le abitudini dei consumatori. A Mondovì ci sono realtà ricettive attrattive. Ma Mondovì è una città di 22 mila abitanti: numeri che basterebbero a "mantenere" il centro storico. I negozi sono in crisi perché oggoi le abitudini sono diverse. Sono assolutamente convinto che il modo di tornare a far vivere il centro storico sia la rigenerazione urbana». E il sindaco, Luca Robaldo, inizia citando proprio quanto riportato da "L'Unione" in questo articolo: «Io non condivido le critiche che sento alla ZTL o alla pedonalizzazione. Vorrei aprire un ragionamento sul commercio in modo allargato, a tutto il Consiglio comunale. Abbiamo un centro storico quasi del tutto riqualificato, ma con vetrine vuote: io credo che serva intervenire anche in senso formativo, come sta facendo Confcommercio. Se non ci impegniamo tutti, il centro di Breo farà la fine di via Vico: dove una volta c'erano vetrine e botteghe, oggi ci sono solo garage. Dobbiamo fare un lavoro per far capire quali sono le iniziative messe in campo e a cosa servono. Io credo che non possa essere il Comune a risolvere tutte le problematiche». La risposta di Rosso: «Io sono convinto che servano incentivi, importanti, da parte del Comune». __________________
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