Nella giornata dedicata alla vita consacrata, domenica 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al tempio, una sessantina di religiose operanti in diocesi, unitamente ad alcuni religiosi, sono convenute al Santuario di Vicoforte, attorno al vescovo, per la celebrazione giubilare. Fatto eccezionale, poi, quello che ha visto la presenza delle monache clarisse del Monastero di S. Chiara a Vicoforte, con la comunità accresciuta dall’arrivo delle sorelle del monastero di Leivi. Dopo la liturgia della luce e la processione attorno al Pilone della Regina Montis Regalis, mons. Egidio Miragoli ha presieduto la concelebrazione nella cappella di S. Francesco di Sales. Nell’occasione sono stati ricordati alcuni anniversari significativi di professione religiosa: sr M. Ferdinanda 70 anni di professione; sr M. Consolata e sr M. Enrichetta 60 anni di professione (religiose queste delle Carmelitane di S. Teresa presenti a Piazza). Sr Lucia, sr Antonietta e sr Amalia delle Suore Missuonarie della Passione, 25 anni di professione religiosa; così come sr Elena delle Clarisse di Vicoforte. Al termine della celebrazione, il delegato per la vita consacrata, mons. Jean Pierre Ravotti, ha invitato a pregare perché la fiamma della consacrazione religiosa mai si spenga nella nostra Chiesa monregalese. “Riconoscere il dono della vocazione, non tradirlo, contando sulla grazia del Giubileo” Nella Giornata della vita consacrata e nella Festa della presentazione del Signore, il vescovo ha presieduto l’Eucaristia al Santuario per l’esperienza giubilare condivisa «Tante circostanze diverse e significative ci riuniscono qui, in questo giorno, per una celebrazione densa di significati e di suggestioni. Oggi, anzitutto, è la festa della Presentazione al tempio di Gesù, uno degli episodi più intimi e toccanti dell’infanzia del Signore, anche per i personaggi che coinvolge – ha detto il vescovo mons. Egidio Miragoli alla celebrazione in Santuario in cui si è vissuta l’esperienza giubilare da parte delle religiose e dei religiosi presenti in diocesi, per la Giornata della vita consacrata, nella festa della Presentazione del Signore –. Inoltre, è la Festa della vita consacrata (ovvero di tutti i consacrati, di tutti coloro che hanno seguito i consigli evangelici di povertà, castità, obbedienza); per tradizione e per conseguenza, è pure la festa di ringraziamento specialmente per coloro che ricordano gli anniversari di consacrazione religiosa. Infine, quest’anno, è occasione di Giubileo per tutti voi. Ognuno di questi temi meriterebbe una parola». Gli Istituti di vita consacrata: la fantasia dello Spirito «La prima che vorrei spendere è per la varietà degli Istituti, e quindi dei carismi, qui presenti e rappresentati, che saluto cordialmente. Nel corso degli anni tutti gli Istituti di vita consacrata si sono ridotti di numero; e tuttavia anche nella nostra diocesi resta una rappresentanza di tanti Istituti diversi, ognuno dei quali esprime un carisma, un dono dello Spirito. Istituti di vita contemplativa, di vita attiva e di vita mista, femminili e maschili, “Ordo virginum”, Istituti secolari – e perché non citarle? – anche forme di consacrazione individuale. Potremmo dire che la varietà e i diversi colori dei vostri abiti sono come una rappresentazione cromatica della creatività dello Spirito e della ricchezza della nostra Chiesa locale come di quella universale. Creatività che potremmo anche definire fantasia, ma sempre con l’accortezza di ricordare che tutti siete accomunati da una medesima convinzione e una medesima vocazione: vi uniscono la consapevolezza dell’amore del Signore e la stessa risposta data a una chiamata. La Vigna ha bisogno di tanti lavoratori, con mansioni e attitudini diverse, ma tutti cooperanti allo stesso fine e per la stessa ragione». Nuovi arrivi e nuovi cammini «In questa occasione salutiamo e accogliamo ufficialmente le Clarisse che dal Monastero di Leivi, in Liguria, sono giunte nei giorni scorsi in diocesi, diventando un'unica comunità, un unico monastero con le sorelle di Vicoforte. L’occasione del Giubileo permette al vescovo di autorizzare oggi la loro presenza in questo Santuario. Una scelta dettata da difficoltà e motivi contingenti. Hanno compiuto un lungo cammino, geograficamente ma anche simbolicamente parlando, come sempre accade quando si lascia il luogo in cui si vive per spostarsi definitivamente altrove. Ora le attende un cammino altrettanto impegnativo, anche se meno vistoso, un cammino umano e spirituale per diventare una sola comunità e per entrare e camminare in una Chiesa diocesana con la sua storia e le sue tradizioni, cui doneranno l’arricchimento della loro presenza e il contributo del loro agire, e da cui si spera riceveranno quella vera accoglienza che è scambio profondo e proficuo. Le accompagniamo con la nostra preghiera». (testo integrale dell’omelia, sul giornale cartaceo in edicola)
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