Sarà il primo evento del “nuovo corso” della Scala del Re. Venerdì pomeriggio, il 28 febbraio dalle 18.30, andrà in scena sotto l’ala Borsarelli di Carrù il saggio degli allievi della storica Scuola di musica langarola, nata ormai vent’anni fa dal sogno del compianto Marco Biaritz Bergesio. Il round iniziale sarà dedicato ai più piccoli, mentre dalle 20.30 toccherà ai più grandi. Sono in tutto 150 gli studenti, suddivisi tra le tre sedi di Carrù (alla Nicoletta), di Mondovì (in via Cuneo, nei pressi della parrocchia Cuore Immacolato)e di Monforte d’Alba (dalla Scuola primaria). «Possiamo crescere ancora. Come struttura siamo pronti, dopo aver passato alcuni anni difficili e complicati dal Covid», commenta il nuovo coordinatore Roberto Ballauri. Clavesanese, classe ’96, ha iniziato a frequentare la Scala del Re a 14 anni e da allora non ha più smesso. Nel suo percorso, gli studi al Conservatorio, la laurea in Didattica della musica e Informatica musicale e una carriera da cantautore solista. A tal proposito, ad aprile uscirà il suo prossimo disco. Subentra nel ruolo di coordinatore a Flora Filippi, vedova di Marco, che dall’inizio del nuovo anno scolastico ha fatto un passo indietro, cedendo il testimone. Nel ruolo di presidente dell’Associazione resta invece Francesca Oberti. «Stiamo attraversando un momento di grande fermento e crescita», prosegue Ballauri. «Uno dei progetti a cui tengo particolarmente è la creazione di un nostro gruppo di rappresentanza, composto da studenti liceali e giovani universitari. A maggio porteranno in teatro uno spettacolo musicale, “Chiara e la moneta d’oro”. Non è stato facile in questi ultimi tempi, ma stiamo facendo un ottimo lavoro e spero di riuscire a consolidare tutto questo impegno. Tra i prossimi eventi in programma, a fine maggio si terrà un Festival “della leggerezza e della condivisione”, al Monastero di San Biagio. L’iniziativa coinvolgerà le Scuole elementari e i Centri diurni, creando un'occasione speciale di incontro e partecipazione attraverso la musica. La mia storia con la musica e con la “Scala del Re” è iniziata presto: ero in seconda Superiore quando ho mosso i primi passi e già dall’anno successivo ho cominciato a tenere lezioni per i più piccoli. Da allora non ho mai smesso, continuando a lavorare a 360° dopo la scomparsa del nostro maestro Marco (avvenuta improvvisamente a causa di un malore, nel marzo di otto anni fa, ndr). La produzione musicale della Scuola è molto intensa, con circa 30-40 brani all'anno, ovvero tre a settimana, tutti composti dagli studenti stessi. Io li seguo direttamente in classe: le canzoni nascono dal loro lavoro e dalle loro idee. Ora tutto questo materiale potrà essere valorizzato più facilmente anche grazie al nostro canale YouTube. Un esempio è il pezzo realizzato per la “Settimana Arcobaleno”, frutto di un percorso condiviso con gli alunni delle Scuole di Carrù». Il titolo? “Come onde”, una canzone adatta tutte le età, che esprime semplicemente quanto sia difficile raccontarsi.
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