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Una donna, tre futuri possibili: il romanzo futurista che aveva previsto tutto (anche Giorgia Meloni)

La protofantascienza italiana, poco nota e poco valorizzata, presenta spesso piccole gemme come questo romanzo del 1918, incredibilmente profetico.

Una donna con tre anime: il romanzo futurista-femminista che ha anticipato Giorgia Meloni

La copertina della ristampa moderna dell'opera, introvabile o quasi in originale.

Nella variegata galassia del futurismo c'è un testo, tra i tanti, indubbiamente curioso. Si può inserire nel ricco filone della protofantascienza italiana, un ambito poco noto ma che è invece ricco di piccole gemme. Si tratta di “Una donna con tre anime”, romanzo futurista di Rosa Rosà, esponente del movimento.

Rosa Rosà era nata a Vienna nel 1884 come Edith von Haynau, nell'aristocrazia austriaca, e diviene pittrice, scrittrice, fotografa. Sposa Ulrico Arnaldi, giornalista e scrittore, nel 1908, e si trasferisce a Roma. Qui, durante la prima guerra mondiale, mentre il marito è al fronte, si avvicina al movimento futurista, reso ancor più noto dall'impegno indefesso per l'interventismo. Nel 1917 inizia a collaborare con L'Italia Futurista, rivista del movimento, con articoli ispirati: il primo, “Moltitudine”, parla delle folle come “cervelli prolungati in una gigantesca ragnatela di fili elettrici”. Parla poi di temi che torneranno nel suo romanzo: sonnambulismo, la donna di oggi che cambia, la donna di domani (e quella di “dopodomani”, in un futuro ulteriore), la noiosità della borghesia. Inoltre, risponde in tono critico a “Come si seducono le donne” di Marinetti, il suo massimo successo letterario, uscito in quell'anno, sostanzialmente, con garbo, mostrando come la sua concezione sia ancora “passatista”, in rapporti fondamentalmente convenzionali tra i due sessi. La rivista è legata a un futurismo più cerebrale, che mira a evolvere l'interesse per l'occultismo dell'Italia fin du siecle nella moderna parapsicologia “scientifica”.

In questo senso va anche il romanzo in questione: e la trama è, letta oggi, molto curioso. La protagonista, Giorgia “Giorgina” Rossi, è all'inizio una tipica donna alle soglie degli anni '20, tutta Dio, patria e famiglia. Ma intanto tre classici scienziati pazzi, tra cui immancabile un Dottor X (gli altri sono J e Y) creano una sorta di raggio magnetico che sfugge al loro controllo e va a condizionare la mente di Giorgina. La sua prima evoluzione, la prima nuova anima, è quella della liberazione dai ruoli bloccati: va in giro per locali, seduce, gioca d'azzardo, e in generale adotta un comportamento totalmente libero dalle convenzioni sociali. Dopo un temporaneo rinsavimento, una seconda anima si impossessa di Giorgia, e lei si trova ad arringare politicamente la folla. Il suo volto, pur restando gradevole, diviene deciso e duro, e annuncia grandi innovazioni che si compiranno sotto di lei, adottando finalmente una necessaria modernizzazione tecnoscientifica del paese, utilizzando le energie dei vulcani con appositi impianti. Cita anche, tra il resto, un “tunnel di ferro sotto la Manica”, una citazione di un recente, allora, romanzo fantascientifico di Luigi Motta, che ha altri aspetti curiosi e su cui si potrebbe tornare. Giunge quindi la terza personalità, dove, mentre scrive una lettera al marito, subentra una donna innamorata di una intelligenza aliena, con cui si scrivono di un appassionato amore telepatico che supera gli spazi e perfino “le dimensioni”. Intanto i tre professori ritrovano la donna colpita dal raggio: il giornale Il Risveglio (non però Il Risveglio Cattolico, vecchio nome dell'Unione) ha scritto del suo bizzarro comizio futurista. Giorgia è restituita alla sua mente originaria, e si svela l'arcano con un colpo di scena finale abbastanza originale: Giorgia non è impazzita, ma il raggio ha favorito il contatto telepatico con tre “Giorgie” del futuro: una di un'era in cui la donna è ormai liberata dalle convenzioni piccolo borghesi, la seconda in cui la donna può fare politica come e più di un uomo, e la terza in cui i contatti interstellari hanno aperto a amori cosmici (e, forse, la terza Giorgia è anche guidata da questa intelligenza aliena che, come il monolito nero di Kubrick, la stimola a progredire: la ama, ma è ancora “umana, troppo umana”, letteralmente, e deve decidersi a divenire la superdonna che deve essere).

Insomma, un volumetto interessante, che si può trovare – non facilissimamente – in ristampe, e che effettivamente azzecca “due futuri”: abbiamo avuto la liberazione sessuale negli anni '70, e una Giorgia come donna premier (accettabilmente tecnofuturista, con le sue liason con Elon Mask, il suo “prof. X”) nel 2022, cinquanta e cento anni dopo Rosà. Se tanto ci dà tanto, nel 2070 ci saranno contatti telepatici alieni e amori extraterrestri: chi vivrà vedrà.

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