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Perché il 14 febbraio è la "festa degli innamorati"? E chi era davvero San Valentino?

Le origini: la leggenda del vescovo che sposava in segreto... e il contributo di un poeta inglese medievale

Chi era San Valentino? Il vescovo martire che sposava gli innamorati in segreto

Tutti sanno che il 14 febbraio si celebra San Valentino: la "festa degli innamorati". Una data che, per tradizione, si celebra un po' ovunque pensando all'amore di coppia, che sia romantico, passionale, epico o addirittura - come insegna la letteratura - tragico.

Ma chi era davvero San Valentino, il “santo degli innamorati”? Quando nasce questa festa e perché è legata all’amore romantico?

La questione non è affatto semplice!

Il presbitero o il vescovo?

Le origini risalgono all’antichità cristiana. E qua, si trova un primo ostacolo. Infatti nel Martirologio Romano, al 14 febbraio troviamo non uno, ma due Valentini.

Del primo si dice: “14 febbraio, in Roma, sulla via Flaminia, natale di San Valentino, presbitero e martire, che dopo aver operato varie guarigioni, insigne per cultura, fu ucciso e decollato sotto Claudio Cesare”.
Fu perseguitato dall’imperatore Claudio il Gotico dopo che si era rifiutato di adorare gli dèi, predicando il nome di Cristo. E infine venne ucciso, per decapitazione, dopo che l'imperatore era venuto a sapere che aveva miracolosamente guarito una fanciulla dalla cecità.

Del secondo, Valentino vescovo di Terni, si afferma: “14 febbraio, in Terni, fasto di San Valentino, che dopo essere stato a lungo percosso fu imprigionato e, non potendosi vincere la sua resistenza, a metà notte, segretamente trascinato fuori dal carcere, venne decollato dal prefetto di Roma, Placido”.
Vescovo di Terni, era stato invitato a Roma da Cratone, maestro di lingua greca e latina, che gli chiese di guarire il figlio "affetto da una deformità fisica". Valentino si ritirò in preghiera e quando il figlio di Cratone guarì, quest'ultimo si convertì al cristianesimo e si fece battezzare assieme ad altri giovani, tra cui il figlio del prefetto: il prefetto, lo fece arrestare e lo uccise.

Le leggende del vescovo che benediva gli innamorati (in segreto)

Questa seconda figura, poi, è addirittura legata a leggende: secondo una delle più diffuse, il vescovo Valentino avrebbe celebrato matrimoni cristiani in segreto per giovani soldati ai quali l’imperatore vietava di sposarsi, ritenendo che i celibi fossero combattenti migliori. 

Un’altra tradizione racconta che San Valentino abbia donato a una giovane ragazza povera il denaro necessario alla "dote" per sposarsi; in assenza di quel sostegno, le nozze non si sarebbero potute celebrare. Quel gesto munifico - nato dall’amore e rivolto a favorirlo - avrebbe dato origine all’usanza di venerare il vescovo Valentino quale protettore degli innamorati.

Tutto qui? ... in realtà, no!

Il 14 febbraio, secondo il poeta inglese

La data del 14 febbraio compariva già nel calendario liturgico romano nel IV-V secolo come giorno dedicato al martire. Tuttavia, in questa fase la celebrazione aveva un carattere religioso, non romantico.

Si deve ai Benedettini, che nel Medioevo custodivano la basilica ternana, la diffusione del culto di San Valentino nei loro monasteri in Francia e in Inghilterra, dove ebbe origine il suo patronato sui fidanzati, che si fonda su un antico scritto del poeta Geoffrey Chaucer.

Chaucer, nel poema “Parliament of Fowls” collegò per la prima volta la festa di San Valentino al corteggiamento inserendo l’idea che proprio a metà febbraio gli uccellini iniziano "le danze d'amore". Questo legame tra natura, risveglio primaverile e amore contribuì a diffondere l’immagine del 14 febbraio come giorno degli innamorati. Nei secoli successivi, la tradizione si consolida nelle corti europee: nel XV secolo compaiono le prime “valentine”, messaggi amorosi scritti a mano.

Una data certa: l'anno 496 

Quello che si sa per certo è che nel 496 papa Gelasio istituì ufficialmente la festa di San Valentino andando a sostituire la ricorrenza pagana dei Lupercali.

La trasformazione in festa commerciale è molto più recente. A partire dal XIX secolo, soprattutto nel mondo anglosassone, la produzione industriale di biglietti augurali rese popolare l’invio di “Valentine’s cards”. Nel Novecento, con l’espansione della cultura di massa, la ricorrenza si è diffusa globalmente, associandosi a fiori, cioccolatini e cene romantiche.

Oggi San Valentino è dunque il risultato di una stratificazione storica: un martire cristiano del III secolo, reinterpretato dalla poesia medievale, intrecciato a tradizioni popolari e trasformato dall’industria culturale in una festa dell’amore universale. Una celebrazione che, al di là del marketing, continua a richiamare un bisogno antico: esprimere affetto e legame in una data simbolica condivisa, magari coltivando una preghiera.

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