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«Sappiamo vedere l’opera di Dio nel mondo?» Il richiamo del vescovo tra fede e drammi della storia

Il vescovo di Mondovì prosegue la visita pastorale e approda a Margarita e ai Trucchi di Morozzo. Nella quarta domenica di Quaresima l'invito a pregare per la pace e sostenere le vocazioni

«Sappiamo vedere l’opera di Dio nel mondo?» Il richiamo del vescovo tra fede e drammi della storia

«Sappiamo cogliere l'opera di Dio nel mondo o no?» è questa la domanda fondamentale che il vescovo Egidio ha fatto emergere, commentando il Vangelo della quarta domenica di Quaresima. Una delle tre lunghe pagine del Vangelo di Giovanni in preparazione alla Pasqua, la lettura chiave del giorno nell'apertura della visita pastorale a Margarita e nell'ultima comunità di Morozzo visitata, quella dei Trucchi. Entrambe le parrocchie sono rette da don Paolo Biestro e sono le ultime ad essere visitate da mons. Egidio Miragoli nella visita pastorale delle zone Valli Pesio ed Ellero che si conclude con gli appuntamenti dei prossimi giorni nella comunità margaritese, per riprendere in autunno con una nuova zona Pastorale, quella di Mondovì.

Mons. Egidio ha salutato la comunità dei Trucchi in mattinata, accolto con calore dalla popolazione ed ha ricevuto l'invito per la festa patronale di San Rocco ad agosto, un'occasione per tornare nella comunità. Successivamente in tarda mattinata ha celebrato nella Parrocchiale di Margarita, gremita di fedeli. Presenti anche il sindaco Michele Alberti, con i membri della sua Amministrazione, il locale comandante della stazione dei Carabinieri.

Nella sua omelia, il vescovo è partito dall'episodio del cieco risanato per evidenziare il secondo piano di lettura di questa pagina evangelica. «Il Vangelo di Giovanni è detto il Vangelo dei Segni – ha ricordato – perché per Giovanni i miracoli sono sempre indicati come segni: mai come eventi prodigiosi fini a loro stessi, ma segni di qualcosa d'altro. In queste domeniche di preparazione alla Pasqua si leggono tre pagine molto belle in questo senso, vi invito a rileggerle e meditarle. Il cieco torna a vedere, eppure finisce sotto accusa. Un uomo cieco che torna a vedere e riconosce Gesù come Messia, mentre i Farisei si concentrano sul fatto che il miracolo è avvenuto di sabato. Non vedono e non sanno di non vedere. Allora chiediamoci se siamo come i farisei o come il cieco nato.

Vediamo o siamo ciechi?  Siamo in grado di vedere l'opera di Dio nel mondo e nella nostra vita?». Tra le intenzioni di preghiera, il vescovo si è soffermato anche sull'attualità: «Le guerre nel mondo sono passate in poco tempo da 56 a 61: noi conosciamo e ci inquietano quelle più vicine a noi, quelle che ci toccano più da vicino, ma il mondo sta vivendo un frangente drammatico. Centinaia di migliaia di persone vengono uccise nell'indifferenza e nel silenzio di tutti. Guerre determinate da ingiustizie, violenza, interessi economici ma anche da una prospettiva che non riconosce gli altri come persone da rispettare nella loro dignità ma mezzi per ottenere qualcosa. Non dobbiamo stancarci di pregare e chiedere il dono della pace». Il vescovo ha inoltre sottolineato il tema della preghiera per le vocazioni all'interno della Diocesi. Infine, alla conclusione delle celebrazioni, ha voluto ringraziare particolarmente don Paolo Biestro per il lavoro che svolge nelle Parrocchie, che gli sono state affidate nel 2023 (in precedenza era a Niella Tanaro) esortando la comunità a continuare a sostenere il sacerdote. 

Al termine della Messa il vescovo si è recato presso la Casa municipale, accolto dal sindaco e da Giunta e consiglieri. Come di consueto, nel corso dell'appuntamento, tutti gli amministratori si sono presentati, indicando i propri incarichi e la propria esperienza e successivamente il primo cittadino ha tenuto una breve relazione circa lo stato della comunità margaritese, tra opere in corso e in programma, progetti e servizi a sfondo sociale, stato di salute della comunità e sua vivacità. «Il problema di Margarita è che si può costruire poco – ha detto il sindaco – siamo abbastanza saturi dal punto di vista dell'edilizia, quindi abbiamo poche famiglie giovani che vengono a stabilirsi qui, altrimenti siamo un paese che ha una posizione strategica, a una quindicina di chilometri da Mondovì, da Cuneo.

C'è anche un servizio di trasporti pubblico molto utile, soprattutto per gli anziani, che hanno a disposizione una buona scelta di orari per autobus che vanno in città. Puntiamo molto sugli incentivi per le famiglie, perchè possano iscrivere i bambini negli asili nido». Al termine il vescovo è stato omaggiato di una stampa di Teresita Terreno, raffigurante la torre medievale nel concentrico del paese, una stampa celebrativa realizzata in occasione del millennio a Margarita. L'incontro si è concluso con un rinfresco. 

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