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INTERVISTA - Robaldo: «Ripartiamo senza fermarci. la Giunta? È presto per parlarne»

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«Sono già al lavoro – dice –. Il voto parla chiaro: gli elettori volevano che si ricominciasse subito». Così Luca Robaldo, il giorno dopo le elezioni ed un risultato che definisce «inaspettato, ma che ci inorgoglise e responsabilizza». Già al lavoro, dice. Da cosa si comincia? Abbiamo davanti tematiche importanti e sfidanti, sulle quali lavoriamo fin da subito. E considerato il peso di alcuni di questi temi, vogliamo lavorare anche assieme alle minoranze. Siamo certi che troveremo una condivisione col dott. Ferreri e con l’arch. Rosso. Ha già in mente la Giunta? È presto per parlarne. I criteri sono quelli che vi avevo già detto in precedenza: terremo conto in primis della competenza delle persone, ovviamente guardando anche al risultato delle urne. E per quel che riguarda la distribuzione delle deleghe, potrebbero esserci dei cambiamenti: Lavori pubblici e Urbanistica, per esempio, sono due deleghe molto corpose. Il dato dell’affluenza parla chiaro: un monregalese su due non è andato a votare e non è interessato a chi sarebbe stato il sindaco. Come commenta? È un dato che impone una riflessione. Io non so quali siano i sentimenti che portano le persone a scegliere il non-voto. Ma credo che il nostro compito dovrà essere anche quello di riportare le persone a fidarsi delle istituzioni. I suoi primi obiettivi di governo? Sono tre, e su questi tre mi metto al lavoro fin da oggi. Il primo è avviare le pratiche per l’acquisto della Cittadella, che ritengo debba essere fondamentale per le idee che abbiamo nel programma. Il secondo è avviare il Piano per il rilancio del commercio, tematica enorme per Mondovì. E il terzo è aprire uno “sportello del sindaco” al piano terra del Municipio, per ricevere le persone. Voglio dare un messaggio chiaro: il sindaco e l’Amministrazione ci sono, sono qua presenti. Lei aveva una coalizione fortissima. Quanto ha pesato nel risultato? Le nostre erano tutte liste qualificate, composte da persone valide che portano a un risultato valido. Ci abbiamo lavorato per mesi, ed è evidente che ha premiato. Tuttavia aggiungo un dato: sono stato il sindaco che ha ricevuto più voti “al solo candidato” (sono 494, ndr), e questo credo sia un bel dato. Il nuovo Consiglio comunale vede un “Patto civico” diverso rispetto a prima. Ci sono liste non entrate in Consiglio, nomi rimasti fuori. Che cosa dobbiamo aspettarci da questa squadra? Il “Patto civico 2.0”, come lo chiamo, vive di un equilibrio che non è fatto solo dai nomi in Consiglio ma da quelli che hanno composto la coalizione. E ha due grossi pregi: si è “portato dietro” persone di grandissima esperienza e ha innestato nomi giovani, nuovi, che porteranno idee ed entusiasmo. E chi è rimasto fuori? Verrà coinvolto, lo garantisco. La coalizione di maggioranza è il “Patto civico”, nella sua interezza. Qual è il suo punto di partenza? Credo che il verdetto, con la vittoria al primo turno, significhi che i monregalesi volevano un’Amministrazione che si mettesse subito al lavoro e che dimostrasse di esserci. Dunque le rispondo così: il mio punto di partenza è la presenza, anche fisica. A costo di trovarmi subito a confrontarmi anche con chi ha osservazioni o lamentele. Parto da qua.
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