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24 Gennaio 2026 - 18:34
A lanciare la bomba ci ha pensato la ministra del Turismo, la cuneese Daniela Santanchè, dal palco milanese della terza edizione del Forum Internazionale del Turismo: «Abbiamo bisogno di un allineamento graduale del calendario scolastico, è fondamentale per destagionalizzare il turismo». Detto in soldoni, le famiglie devono poter viaggiare non solo a Natale o nei mesi estivi. «È ormai risaputo – è il pensiero completo della ministra – che il nostro calendario concentra le vacanze principalmente in due periodi dell'anno. Questo non agevola il turismo interno, poiché genera affollamenti stagionali e limita la possibilità per le famiglie di viaggiare in periodi diversi dall'alta stagione».
«Proprio per questo – aggiunge ancora – stiamo dialogando con il collega Valditara di avviare un percorso di confronto per lavorare su una graduale revisione dei piani scolastici». Interpellato dall’Ansa il ministero dell'Istruzione, però, non si sbilancia più di tanto raffreddando un po’ eventuali entusiasmi: «Non vi è alcuna proposta concreta e su cui lavorare per la revisione del calendario scolastico. Eventuali proposte si valuteranno al momento opportuno». Di certo il dibattito è aperto.
La ministra Santanchè sottolinea che «Dovremmo guardare a modelli europei più moderni», ma cosa succede veramente negli altri Paesi? Ad oggi il calendario scolastico italiano conta due primati: la pausa estiva più lunga (circa 13 settimane, alla pari solo con la Lettonia), ma anche il maggior numero di giorni effettivi di scuola all’anno (200, alla pari con la Danimarca). La media europea si attesta a 180 giorni.
Secondo i dati raccolti dal portale Geopop la durata delle vacanze estive cambia da caso a caso. In alcuni Paesi non superano le 8 settimane: tra essi Francia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, una parte dei länder (regioni) tedeschi, alcuni Paesi non membri dell’Unione Europea, come la Norvegia. Più lunghe, fino a 12 settimane, sono le sospensioni estive in Spagna, Irlanda, Grecia, Malta, Portogallo, nonché, fuori dall’UE, in Albania e in Islanda.
Al netto dei “ponti” per le classiche giornate festive, nel nostro Paese sono previsti solo due periodi di riposo un po’ più lunghi nel corso dell’anno, a Pasqua e a Natale, mentre in altri Stati esistono anche altre sospensioni delle attività.
Le prime ipotesi di riforma arrivano dalle Regioni. Ad esempio l’Emilia-Romagna sta valutando la modifica del calendario scolastico per le scuole primarie e secondarie di primo grado. L’assessore Isabella Conti ha presentato due ipotesi: concludere l’anno scolastico intorno al 12 giugno e iniziare a inizio settembre, oppure prolungare le lezioni fino al 30 giugno come avviene per le scuole dell’infanzia. Entrambe le soluzioni ridurrebbero la pausa estiva a 12 settimane rispetto alle attuali 14.
Sempre spulciando la ricerca di Geopop, in Francia l’anno scolastico inizia il primo settembre e termina all’inizio di luglio. Sono previsti alcuni periodi di sospensione delle attività durante l’anno: le vacanze di tutti i Santi tra le ultime settimane di ottobre e l’inizio di novembre; le vacanze di Natale e di Pasqua, grosso modo negli stessi periodi dell'Italia: le vacanze d’inverno e le vacanze di primavera, che cambiano a seconda della regione, ma sono collocate nei periodi tra febbraio e inizio marzo e tra inizio aprile e i primi di maggio.
In Germania in linea di massima, l’anno inizia nella ultima decade di agosto e termina all’inizio di luglio, ma sono previste vacanze autunnali nelle ultime settimane di ottobre e vacanze invernali in febbraio.
Più simile a quello dell’Italia è il calendario scolastico spagnolo: l’anno inizia in settembre e termina in giugno, con vacanze natalizie e pasquali. In Russia, l’anno scolastico inizia il primo settembre, conosciuto come Giorno della conoscenza, e termina il 30 maggio. Nel corso dell’anno sono previste diverse sospensioni delle lezioni.
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