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Autostrada aperta, Langhe più libere: ecco com'è andato il viaggio-test con Luca Robaldo

Andata e ritorno da Mondovì ad Alba sulla nuova Asti-Cuneo (ad un mese esatto dall'apertura) e sulle strade provinciali con il presidente della Provincia: cosa si nota e le riflessioni per il futuro

Autostrada aperta, Langhe più libere: ecco com'è andato il viaggio-test con Luca Robaldo

Il viaggio tra Mondovì e Alba con Luca Robaldo

 Provare a capire come è cambiata la mobilità tra la zona di Mondovì-Cuneo e quella di Alba verso Asti ad un mese esatto dall’apertura del completamento della Cuneo-Asti (per ora con un tratto in “modalità cantiere”). E il modo migliore per farlo è quello di testarlo direttamente sul campo. È quanto ha voluto proporre Luca Robaldo giovedì mattina 29 gennaio: al volante il sindaco di Mondovì e presidente della Provincia di Cuneo, passeggeri tre giornalisti monregalesi. Questo il tragitto: dal parcheggio del Comune di Mondovì fino alla rotonda di via Ognissanti (davanti al cimitero di Alba) imboccando la Torino-Savona e la nuova Asti-Cuneo, ritorno sulle strade provinciali via Barolo, Novello e la Fondovalle Tanaro.

Il focus ovviamente è sulla nuova tratta, già discretamente trafficata verso le 8 del mattino anche dai mezzi pesanti che non percorrono più la viabilità ordinaria. Terminata la prima parte del viaggio il verdetto del cronometro è questo: 38 minuti di percorrenza netta, con un po’ di traffico in uscita da Mondovì Breo per l’arrivo degli studenti. Il rientro senza autostrada scorre, con poco traffico, in 47 minuti. È vero, non una differenza enorme per la tratta presa in considerazione, ma già ad occhio si nota che il nuovo tratto di autostrada è ampiamente utilizzato, mentre anche sul sali-scendi di Barolo non si sono visti mezzi di grosso tonnellaggio.

Una tendenza confermata dai dati ufficiali che parlano di passaggi quadruplicati sulla tratta autostradale già esistente tra Marene e Cherasco (+258%).

«Ho aspettato un mese esatto prima di percorrere nuovamente il nuovo tratto della Asti-Cuneo – spiega Robaldo –. Ho voluto attendere, infatti, che fossero i cittadini a dirci cosa ne pensano. E questi numeri ci dicono che i cittadini prediligono sempre la concretezza alla polemica. Pur con tutti i limiti dovuti al cantiere, il tratto di Asti-Cuneo aperto un mese fa sta svolgendo egregiamente il proprio ruolo ed è scelto come principale via di collegamento sia per chi si reca da una zona all'altra della nostra provincia, sia da chi vuole dirigersi verso altre Province e verso la Lombardia. E soprattutto dai mezzi pesanti. Ogni tanto è bene fermarsi a riflettere e la riflessione la voglio rivolgere soprattutto nei confronti di chi non ha mai smesso di credere, e lavorare, a quest'opera, a chi ogni giorno si è dedicato a superare tutte le impasse (burocratiche e non) che ci sono state in questi anni. Sono molte le persone che, ad ogni titolo, hanno dedicato tempo ed impegno a tutto questo. Uno su tutti? Il Presidente Cirio. Stamane, nel percorrere il nuovo tratto, ho poi potuto apprezzare come i lavori stiano procedendo al fine di rispettare la tempistica di fine aprile, quando l'opera dovrebbe essere completata».

Con un’autostrada finalmente a disposizione dopo decenni si possono aprire anche altri scenari per la viabilità locale, la mobilità, l’economia e i collegamenti del territorio: «Come Amministrazione Provinciale stiamo valutando le azioni da intraprendere sulla viabilità provinciale, ormai sostituita da quella autostradale, come quella di un eventuale divieto di percorrenza per i mezzi pesanti sulle strade delle Langhe, tranne ovviamente per chi deve raggiungere delle località per motivi di lavoro. Valutazioni che intendiamo condividere con i Comuni attraversati dalle strade di nostra competenza e con le Associazioni di categoria interessate».

Una storia tormentata

L’autostrada Asti-Cuneo (A33) è stata finalmente completata a fine 2025 dopo un percorso lungo e complesso, segnato da rallentamenti, stop e difficoltà soprattutto di natura burocratica. A 34 anni dalla prima concessione e a 25 anni dall’avvio dei cantieri, l’infrastruttura sta arrivando al traguardo, ponendo fine a uno dei capitoli più tormentati della storia delle grandi opere regionali.

Il tratto tra Asti e Govone resta al momento soggetto a pedaggio tramite il sistema free flow, mentre il nuovo tratto non prevede per ora portali, fatta eccezione per quello tra gli svincoli di Marene e Cherasco, attualmente inattivo. Il free flow sul nuovo segmento entrerà in funzione da aprile, con il completamento finale del sistema.

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