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Così si demolisce una scuola: ruspe e pinza al lavoro al “Baruffi”

Si procederà demolendo un blocco a settimana

Ruspe e pinze al lavoro: iniziata la demolizione del “Baruffi”

La pinza si apre, afferra e mastica, morde, tira e distrugge. Sembra uno di quei mostri dei cartoni animati giapponesi degli anni '80. Sembra Godzilla. E il "Baruffi", un morso dopo l'altro, cade giù a pezzi. «Stiamo usando una macchina modernissima - commenta uno dei responsabili del cantiere -, il non plus ultra. È davvero efficiente»

Sono iniziate oggi, lunedì 13 aprile, e sotto la pioggia, le operazioni di demolizione dell’Istituto “Baruffi” in via Tortora a Mondovì Piazza. I mattoni crollano a terra, assieme ai coppi, alle finestre, alle ringhiere. I pilastri di cemento armato fanno resistenza fin quando la forza della pinza, dopo aver eroso il calcestruzzo non strappa l'anima di acciaio.

La pioggia, per una volta, aiuta: la polvere si solleva poco, e viene ulteriormente abbattuta dai due grandi cannoni spara-acqua montati a monte e a valle della macchina demolitrice.

Con quelle mura se ne vanno anche tutti i ricordi di chi ci ha trascorso dentro gli anni del Diploma. Chi ha voluto, ha potuto dare un ultimo sguardo alla "sua" scuola nelle scorse settimane.

Dopo lo smantellamento interno, con mobilio e caloriferi ammassati a lato del piazzale, ecco il via ai lavori “pesanti”: la demolizione vera e propria, con l’utilizzo di ruspe e pinza meccanica. L’abbattimento è iniziato dal blocco che si affaccia verso il lato dei binari della Funicolare nell’area del parcheggio della palestra “maschile”.

Impossibile negarlo: vedere le macchine che abbattono la scuola fa una certa impressione. Il tutto durerà circa un mese, al massimo un mese e mezzo. Si procederà demolendo un blocco a settimana, in direzione di piazza IV Novembre, coi materiali che verranno portati via dai camion: decine di viaggi (quasi un centinaio in tutto), che percorreranno via Tortora e attraverseranno Breo.

La demolizione riguarderà tutto il complesso, tranne la palestra “femminile” (quella più grande): poi il terreno verrà spianato e “terrazzato”, con la possibilità di realizzare sul fianco della collina di Mondovì una nuova area verde (una curiosità: la terra con cui verrà ricoperta la collina sarà quella scavata dal cantiere del “nuovo Baruffi”).

Fino a sabato 30 maggio sarà chiusa via Tortora, nel tratto compreso fra i civici 42 e 48 (tratto a valle ed a monte dell'istituto "Baruffi"): interdetta al traffico veicolare e pedonale. Al fine di agevolare il transito, nel medesimo periodo, la ZTL di via delle Scuole e l'APU fronte Portici Sottani di piazza Maggiore saranno in vigore solo la domenica ed i festivi dalle 13 alle 24.

La vendita dei mattoni per beneficenza

Il Comune ha lanciato l'iniziativa "Da mura a cura", che unisce amarcord e solidarietà: 1.000 mattoni del "Baruffi" finiranno in vendita e il ricavato sarà interamente donato alla Fondazione per gli ospedali di Mondovì e Ceva. 

L'iniziativa è pensata soprattutto per ex studenti e docenti: 900 mattoni messi in vendita a una cifra minima di 10 euro e 100 mattoni con offerta minima di 100 euro, per un totale che quindi ammonta almeno 19 mila euro.

La vendita verrà gestita attraverso il sito Eventbrite e la consegna dei mattoni avverrà il 24 maggio.

Sempre lunedì 13 aprile gli studenti hanno iniziato le lezioni nel nuovo plesso in zona Polveriera.

 

 

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