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01 Febbraio 2026 - 10:13
La premier Giorgia Meloni ha incontrato poco fa l'agente Alessandro Calista, ricoverato alle Molinette, e gli altri poliziotti feriti negli scontri di ieri durante la manifestazione per lo sgombero di Askatasuna, degenerato in serata in vera e propria guerriglia.
«Sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri - ha affermato la premier - e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti. Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. “Erano lì per farci fuori”, ha detto un agente. Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio. Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte».
Il presidente Cirio ha accompagnato la premier: «Giorgia Maloni ha espresso il suo rispetto, il suo apprezzamento e la sua solidarietà verso i feriti - ha detto ai giornalisti -, ha voluto sincerarsi delle condizioni di salute direttamente da loro o dai medici. È stato un bel momento, anche affettuoso. Il segno che lo Stato c'è ed è qua. Ribadisco: quello che è accaduto è inaccettabile».
Oggi è previsto un videocollegamento col ministro dell'Interno Piantedosi e col ministro della Difesa Crosetto.
Fioccano intanto le dichiarazioni.
Mino Taricco, ex senatore PD: «Ciò che è successo ieri a Torino è vergognoso ed inaccettabile per chiunque abbia una idea di convivenza civile nel rispetto di un minimo di regole. Ed anche coloro che erano in piazza in una giornata come ieri potrebbero chiedersi se non li metta a disagio aver contribuito a creare il contesto perché altri potessero effettuare simili nefandezze. Non amo alcuna forma di repressione e di militarizzazione del territorio, ma credo che ciò che è successo ieri a Torino sia il regalo più grande che si possa fare a chi invece sogna un mondo di polizia e militarmente presidiato, ed è un regalo che come cittadino vorrei non contribuire a fare. Nell'esprimere tutta la mia solidarietà ai poliziotti feriti, mi auguro che prima di organizzare una prossima manifestazione del genere, qualcuno metta in campo qualche riflessione in più, e magari ne tragga qualche indicazione operativa».
Il ministro Crosetto, Difesa: «Oltre 1000 persone, organizzate militarmente, con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi. Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi. Questi non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un Governo ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire é, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come "compagni che sbagliano". Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana».
Il ministro Salvini: «I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell'Ordine, e soprattutto l'obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!».
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