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06 Febbraio 2026 - 12:52
Foto sala stampa Guardia di Finanza
Guadagnava online creando contenuti per adulti, ma quei compensi non sono mai finiti nella dichiarazione dei redditi. È quanto emerso da una verifica fiscale condotta dalla Guardia di Finanza di Cuneo, che ha individuato una digital content creator residente nel Saluzzese con circa 140.000 euro di compensi non dichiarati in soli due anni.
L’attività rientra nell’ambito dei nuovi modelli di business digitale, un settore in forte espansione che ora le Fiamme Gialle monitorano con sempre maggiore attenzione. In questo caso, la donna produceva e condivideva contenuti multimediali a pagamento su una nota piattaforma online, ricevendo i compensi da una società con sede a Londra.

L’indagine, condotta dai finanzieri della Tenenza di Saluzzo, è stata possibile grazie all’incrocio delle banche dati in uso al Corpo e agli strumenti di cooperazione fiscale internazionale. Dagli accertamenti è emerso che l’attività veniva svolta in modo continuativo e professionale, ma senza il corretto adempimento degli obblighi fiscali.
I proventi, classificati come redditi da lavoro autonomo, sono stati ricostruiti in modo analitico e quantificati in circa 140.000 euro netti, riferiti a due annualità d’imposta. La verifica ha portato alla contestazione di infedele dichiarazione e alla segnalazione della contribuente all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme dovute e l’applicazione delle sanzioni previste.
«L’operazione – si legge nella nota stampa trasmessa dal comando provinciale delle Fiamme gialle – conferma l’attenzione costante della Guardia di Finanza sul fronte dell’economia digitale: un settore innovativo, ma non esente da regole, dove l’evasione fiscale continua a rappresentare un danno per l’intera collettività e per il corretto funzionamento del mercato.
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