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07 Febbraio 2026 - 17:27
Il 20enne fermato poche ore fa dai Carabinieri Nizza Monferrato ha confessato l'omicidio della 17enne Zoe Trinchero. Sarebbe stato lui ad aver strangolato e ammazzato la ragazza e poi ad averne gettato il corpo nel canale: lo ha ammesso davanti al pubblico ministero della repubblica di Asti.
Il presunto responsabile - fino al termine delle indagini, per dovere di cronaca è necessario utilizzare questa espressione - è un ragazzo di 20 anni, A.M., residente in un Comune pochi chilometri di distanza da Nizza Monferrato. Interrogato davanti ai carabinieri e al pm avrebbe prima cercato di sviare, per poi infine - messo davanti alle contraddizioni . cedere e confessare. Ora si trova nel carcere di Alessandria.
La giovane aveva passato la serata in alcuni locali della città. Nessuno ha ancora capito come sia avvenuta la tragedia. Zoe, dopo il lavoro (faceva la cameriera in un piccolo ristorante locale), aveva trascorso la serata con il suo gruppo di amici nel centro della città. Quindi, per ragioni da chiarire, si era allontanata. A ritrovarla, in un punto a poca distanza da un distributore di benzina, sono stati gli amici.
La nota diffusa dai carabinieri: «Nella nottata del 7 febbraio 2026, in Nizza Monferrato, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Asti, coadiuvati dai militari della Compagnia di Canelli, sono intervenuti in via Mario Tacca, dove, sul greto del fiume Belbo, è stato rinvenuto il corpo senza vita di Trinchero Zoe, 17 anni. Sul posto sono intervenuti anche i V.V.FF. e personale sanitario del 118. Il cadavere della giovane presentava evidenti segni di percosse, lesioni nella regione del collo e tumefazioni al volto. I primi accertamenti sono stati immediatamente avviati per ricostruire le circostanze del decesso. L’allarme era stato dato dai ragazzi che avevano trascorso la serata in compagnia della minore, i quali avevano segnalato la sua scomparsa non vedendola rientrare. Le dichiarazioni rese dai testimoni agli inquirenti hanno evidenziato palesi incongruenze, inducendo gli investigatori ad approfondire il contesto investigativo, ottenendo riscontri oggettivi. Le tempestive indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di individuare il presunto responsabile dell’omicidio in M.A.G., nato nel 2006, il quale pressato dalle risultanze investigative, rendeva confessione alla presenza del P.M. di Turno del Tribunale di Alessandria dott. Giacomo Ferrando. La salma è a disposizione della Procura della Repubblica di Alessandria per l’esame autoptico. Il soggetto è stato ristretto in detenzione cautelare presso la Casa Circondariale di Alessandria e la sua posizione è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria competente. Le indagini proseguono a ritmo serrato, al fine di chiarire compiutamente la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità. Si rammenta la presunzione di innocenza e che la responsabilità penale può essere riconosciuta solo con sentenza passata in giudicato. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che ogni responsabilità dovrà essere accertata in sede giudiziaria»
C'è un altro risvolto, tragico e significativo, in questa vicenda. Dopo il ritrovamento del corpo della 17enne, un gruppo di residenti si è radunato sotto l'abitazione di un giovane della zona, straniero e in passato in cura per problemi di natura psichiatrica, accusandolo di aver commesso il fatto. È stato lui stesso a chiamare i Carabinieri, chiedendo che lo venissero a mettere al sicuro: non risultano a suo carico provvedimenti giudiziari, sarebbe completamente estraneo ai fatti.
«Una terribile tragedia per la quale non ci sono parole se non un totale sgomento. La violenza sottorranea nei territori è palpabile se solo si presta un po’ di attenzione - è la nota di Associazione Futura, un’associazione di volontariato femminile nata a Nizza Monferrato nel 2022 che da anni si occupa delle vittime di violenza di genere e di femminicidi -. Come Associazione Futura di Nizza da anni denunciamo tale sommerso che tocchiamo con mano ogni volta che andiamo nelle scuole a fare prevenzione. La campagna mediatica scattate poco tempo fa contro il ‘diverso’ o gli immigrati ha inasprito un territorio gia’ difficile e pregiudizi e razzismo producono solo più violenza, dobbiamo lavorare tutti insieme e non possiamo più fare a finta che sul ns territori non esista un problema cosi grande , ogni volta che vado nelle scuole raccogliamo almeno 4 o 5 richieste di ragazzine tra i 14 e i 17 anni che vogliono sapere l’indirizzo dell’associazione e chiedono aiuto. Abbiamo il dovere di proteggere la nostra comunità e dobbiamo farlo tutti e tutte insieme e rapidamente».
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