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13 Febbraio 2026 - 15:55
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Dai fiori d’arancio alle botte. Un matrimonio celebrato poco prima si sarebbe poi trasformato in una denuncia finita i Tribunale. A raccontarlo è la persona offesa, un ventenne residente a San Michele Mondovì, che ha denunciato di essere stato aggredito nella galleria di Vicoforte da un uomo che, a suo dire, appariva ubriaco.
Secondo la ricostruzione fornita in aula, il presunto aggressore sarebbe stato proprio lo sposo. Con lui si trovavano la neosposa, un fotografo e un altro uomo in abito elegante, indicato come testimone di nozze. Il giovane stava rientrando in auto da Mondovì insieme ad alcuni amici quando, transitando nella galleria, avrebbe notato il gruppo camminare sulla carreggiata. Per segnalare la propria presenza avrebbe suonato il clacson.
Un gesto che avrebbe innescato la reazione: lo sposo avrebbe colpito con un pugno lo specchietto dell’auto, staccandolo. Il conducente riferisce di aver proseguito fino all’uscita della galleria, di aver fatto inversione per chiedere spiegazioni e di essere tornato indietro, seguito dall’auto degli amici. A quel punto, sempre secondo la denuncia, la situazione sarebbe degenerata. L’imputato avrebbe sferrato un pugno al volto dell’automobilista attraverso il finestrino aperto. Il ragazzo sarebbe poi stato colpito anche dopo essere sceso dall’auto, in particolare con un calcio al volto che gli avrebbe causato danni all’arcata dentale.
Il referto ospedaliero parla di lesioni al volto, traumi alla testa e al torace, con una prognosi di cinque giorni. I.R., classe 1981, residente a Caraglio, è accusato di lesioni personali, minaccia e danneggiamento. La versione della persona offesa è stata confermata dal passeggero seduto accanto a lui: «Ha suonato il clacson perché si è spaventato. Quando siamo passati, ho visto lo sposo avvicinarsi e colpire la macchina. I frammenti dello specchietto sono entrati nell’abitacolo. Usciti dalla galleria siamo tornati indietro per chiarire, ma il mio amico è stato colpito in faccia. Abbiamo cercato di separarli».
«Erano più che ubriachi», ha aggiunto un altro componente della compagnia che viaggiava sulla seconda auto. Secondo il suo racconto, anche il testimone di nozze e il fotografo avrebbero rivolto insulti e minacce, oltre a colpire l’auto con calci e pugni. «L’unica che non ha fatto nulla è stata la sposa, sembrava solo spaventata».
Tutti i testimoni hanno riferito della presenza di un altro giovane, conoscente della persona offesa, che transitava in zona e sarebbe intervenuto per riportare la calma. Sarà ascoltato in aula il prossimo 27 febbraio, insieme ad altri testimoni.
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