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15 Gennaio 2026 - 18:26
Questa mattina si è tenuta la Conferenza Unificata tra il Ministro Roberto Calderoli e gli enti territoriali. All'ordine del giorno nuovamente la discussione relativa alla messa a punto dei criteri per la classificazione dei Comuni montani, in seguito alla promulgazione della nuova legge della montagna.
Si partiva sotto pessimi auspici, dal momento che lunedì la Conferenza tra le Regioni italiane si è chiusa senza alcun accordo. Risultava quindi difficile prevedere un esito diverso per la Conferenza unificata di oggi, nel corso della quale è stata presentata la proposta sostenuta dalla maggioranza delle Regioni. Non c'è però l'unanimità, che era stata richiesta per raggungere un'intesa. Calderoli ha nuovamente chiesto di elaborare una proposta, dando come ulteriore termine (alla riunione odierna si era giunti già in virtù di una proroga) alla prossima settimana.
La proposta di Calderoli sarà sottoposta alla valutazione delle Regioni, di Upi e di Anci, poi Calderoli ha annunciato che intende incontrare i presidenti Fedriga, Gandolfi e Manfredi per proseguire il lavoro. Nel novero delle associazioni, tuttavia, non compare Uncem. Su questo si è espresso negativamente il presidente della sezione piemontese, Roberto Colombero, che ha definito sui propri canali social l'esclusione «Un atto gravissimo».
«In un clima di dialogo e collaborazione – è la nota diffusa oggi dal Ministero –, resta ferma e condivisa tra tutti la volontà di trovare un’intesa su dei parametri che riconoscano le vere zone montane e vadano dunque a risolvere le evidenti storture dell’attuale elenco, rispettando sia la legge 131 che la Costituzione. E’ stato infatti nuovamente sottolineato che tra i Comuni attualmente presenti nell’elenco vi siano realtà che nulla hanno a che vedere con la montagna, e che tale paradosso vada risolto con buonsenso. Nel corso della seduta, a beneficio degli Enti territoriali e per assicurare la massima chiarezza, il Ministro ha sottolineato come il nuovo elenco dei Comuni montani non renda automatico alcun taglio delle risorse. E’ stato infatti ricordato che la legge 131 prevede espressamente la possibilità per le Regioni di destinare la propria quota regionale del Fosmit in piena autonomia, comprendendo dunque anche quei Comuni eventualmente esclusi dal nuovo elenco».
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