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«La Giunta si costituisca in processo contro Askatasuna»

La delibera del Consiglio regionale del Piemonte

«La Giunta si costituisca in processo contro Askatasuna»

Il dibattito ha diviso il Consiglio regionale come previsto: maggioranza a favore, minoranza categoricamente contraria. Ma in Consiglio regionale vincono i numeri: ed è passata la proposta del consigliere di Fratelli d'Italia Sergio Ebarnabo di impegnare la Giunta a "costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che saranno avviati in relazione ai gravi fatti accaduti nella giornata del 31 gennaio". Le manifestazioni per lo sgombero di Askatasuna.

Dopo un lungo dibattito, l’aula consiliare nella seduta del 10 febbraio ha approvato quattro ordini del giorno presentati dai gruppi di Centrodestra, relativi agli scontri nel corteo per "Aska" a Torino o alle conseguenze. Tutti gli atti di indirizzo sono stati votati con i soli voti della maggioranza.

I primi tre presentati rispettivamente da: Carlo Riva Vercellotti “n.573 Condanna dei fenomeni eversivi di piazza verificatisi a Torino in occasione della manifestazione per Askatasuna e impegni conseguenti per la tutela dell'ordine pubblico e delle forze dell'ordine”, Fabrizio Ricca “n.571 Solidarietà alle Forze dell'ordine e ai giornalisti aggrediti durante la manifestazione del 31.01.2026 a Torino” e da Sergio Ebarnabo “n.412 Costituzione della Regione Piemonte quale parte civile nei procedimenti relativi a manifestazioni degeneranti in violenze e danneggiamenti”, impegnano la Giunta regionale, a costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che saranno avviati in relazione ai gravi fatti accaduti nella giornata del 31 gennaio, nei pressi dell’edificio sgomberato in corso Regina Margherita a Torino dalle forze dell’ordine nel mese di dicembre, occupato abusivamente per 30 anni dal centro sociale Askatasuna.

Gli atti di indirizzo prevedono altresì che "la Regione Piemonte esprima al Governo ed al Parlamento la sollecitazione perché venga adottato con la massima urgenza il decreto sicurezza" e vengano rafforzati gli strumenti di tutela penale delle forze dell’ordine. Gli Odg approvati, impegnano inoltre la Giunta a garantire che nessuna risorsa regionale, diretta o indiretta, possa essere destinata a soggetti, associazioni o realtà coinvolte in atti di violenza o in condotte incompatibili con i principi di legalità, sicurezza pubblica e rispetto delle istituzioni.

L’ultimo ordine del giorno approvato, primo firmatario Roberto Ravello “n.527 “Ferma condanna delle intimidazioni e delle violenze antagoniste presso l'Università degli Studi di Torino. Solidarietà istituzionale alla Rettrice, al Senato accademico, agli studenti e all'intera comunità universitaria”, impegna la Giunta regionale ad esprimere formalmente alla Rettrice e agli organi di governo dell’Università di Torino, la vicinanza del Consiglio regionale e della Regione Piemonte e il sostegno alle decisioni assunte a tutela della sicurezza e della legalità e a promuovere ogni iniziativa utile affinché le Università piemontesi possano operare in condizioni di serenità, sicurezza e piena autonomia, contrastando con determinazione ogni forma di violenza, intimidazione o occupazione abusiva.

Durante la discussione generale iniziata la scorsa settimana, i molti consiglieri intervenuti hanno tutti condannato le violenze ed espresso solidarietà alle forze di polizia. 

Tra le fila della maggioranza, i gruppi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno sottolineato come «la stessa Askatasuna abbia rivendicato il fatto che non ci sia stato alcun infiltrato e che abbia scelto deliberatamente lo scontro, alimentando violenze a cui hanno partecipato soggetti appartenenti a circuiti antagonisti violenti, rispetto ai quali ogni forma di dialogo democratico risulta impraticabile. Pertanto, l’auspicio è che tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, assumano una posizione chiara, esplicita e senza ambiguità di condanna dei fatti accaduti, respingendo qualsiasi tentativo di giustificazione o legittimazione politica della violenza».

Le opposizioni nello stigmatizzare le violenze perpetrate alla fine della manifestazione contro le forze di polizia, hanno criticano però un’eccessiva strumentalizzazione mediatica dei gravi fatti avvenuti a margine del corteo. Il Partito Democratico ha invitato ad abbassare i toni e a fare rientrare le discussioni in aula in un alveo più istituzionale e meno rivendicativo, con l’auspicio che il Governo stanzi maggiori risorse per le forze dell'ordine sia in termini di organici che in dotazioni per combattere la criminalità. Alleanza Verdi Sinistra ha rigettato l’accusa di partito violento, rivendicando il diritto a manifestare il legittimo dissenso in modo pacifico e ha difeso il percorso che aveva strutturato il Comune di Torino per riportare alla legalità l’immobile di corso Regina Margherita. Il Movimento 5 Stelle, infine, punta il dito contro il Ministro degli Interni Piantedosi, chiedendone le dimissioni, “colpevole di non essere capace di gestire l’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza”.

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