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17 Febbraio 2026 - 07:38
Otto ore di riunione, chiusi negli uffici regionali a Cuneo e - si dice - "senza pause": per discutere del futuro dell'urbanistica di Mondovì. E del documento fondamentale che si aspetta da 12 anni: la revisione del Piano regolatore.
La scorsa settimana si è svolta la prima “conferenza di co-pianificazione”, un passaggio previsto dall’iter per arrivare alla realizzazione del progetto definitivo. Ed è stata la prima volta in cui gli Enti sovracomunali hanno messo gli occhi sule carte “al completo” del progetto di revisione del PRGC di Mondovì.
Una riunione-fiume che, però, è stata solamente… uno dei mille passi del (lunghissimo) cammino del documento. Le eventuali osservazioni o richieste di integrazioni, insomma le “cose da modificare”, verranno richieste nella prossima conferenza: a luglio. Non è mai stato un percorso veloce.
Il nuovo Piano regolatore di Mondovì è una cosa di cui si parla da 11-12 anni. Tutt’ora la città “vive” con una pianificazione urbanistica datata 2004: un documento “passato alla storia” (e alla cronaca) soprattutto per le previsioni clamorosamente sbagliate sulla crescita demografica di Mondovì, quando ci si immaginava che la città potesse aumentare da 22 mila a 34 mila abitanti (cosa, ovviamente, mai successa).
La revisione di questo Piano regolatore avrebbe dovuto iniziare nel 2014. L’iter iniziò con la Giunta Viglione, si arenò, riprese con l’Amministrazione Adriano, ma il Covid e la nuova norma regionale allungarono i tempi. Nel dicembre 2021 il Consiglio comunale approvò, all’unanimità, la “proposta tecnica” del progetto preliminare. Ci sono poi voluti due anni mezzo per arrivare al momento di discussione del progetto preliminare vero e proprio: luglio 2024. Si sono poi aperte le procedure per le osservazioni dei cittadini (privati e, in larga misura, professionisti). Ne sono arrivate alcune centinaia: la maggioranza di queste è stata recepita. Dunque, in sostanza, ora esiste un progetto preliminare “integrato” con le osservazioni recepite.
La “bozza tecnica di progetto definitivo” è finalmente finita sotto la lente degli Enti sovra-comunali: era questa la “conferenza di co-pianificazione”, avvenuta la scorsa settimana. Una riunione presieduta dall’avvocata Francesca Bertazzoli, assessora all’urbanistica di Mondovì, che definisce l’incontro «molto positivo e costruttivo». Ma... lungo, almeno questo è quanto trapela, e molto dettagliato.
«Un altro passo fondamentale, propedeutico alla futura approvazione del Progetto Definitivo di variante - il commento del sindaco Robaldo (presente nella prima parte della riunione) e della Bertazzoli. - Siamo soddisfatti del cammino fin qui intrapreso e ringraziamo i tecnici e tutti gli enti coinvolti e intervenuti. La nostra città attende dal 2014 la revisione del Piano Regolatore Generale Comunale e speriamo di arrivare al testo definitivo entro il 2026. In tutto questo ci preme sottolineare l’assoluta coesione politico-amministrativa che sta contraddistinguendo il percorso e la piena sintonia collaborativa venutasi a creare tra tecnici, uffici, ordini professionali e commissioni, a testimonianza di un approccio olistico che guarda al reale bene della comunità monregalese».
Che succede adesso? L’intera documentazione, le “tavole”, sono ora in mano a tutti gli Enti sovra comunali: Regione Piemonte (Settore Urbanistica Piemonte Occidentale, Settore della Pianificazione Regionale per il Governo del Territorio e Settore Valutazioni ambientali e procedure integrate), della Provincia di Cuneo, del Ministero della Cultura (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo), dell’Arpa Piemonte e dell’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime
Tutti dovranno esaminare il progetto di revisione ed esprimere un parere: alcuni sono vincolanti (e vanno tenuti in considerazioni), altri no, ma tutti potranno fare osservazioni. L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di concludere l’iter del progetto definitivo, da portare in Consiglio comunale, entro il 2026. Anche perché… nel 2027 termina l’Amministrazione. Sarà la volta buona?
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