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06 Febbraio 2026 - 17:00
Elisa Balsamo a podio con Federica Venturelli. Foto sprintcycling via Federciclismo
Non sempre una medaglia racconta tutto. A volte serve guardare dietro al podio e dentro le storie. Agli Europei turchi di ciclismo su pista a Konya, l’Italia chiude con sei medaglie complessive, e tra queste spiccano due bronzi che portano la firma di Elisa Balsamo: uno con il quartetto dell’inseguimento a squadre, l’altro nella Madison femminile, conquistato in coppia con Federica Venturelli.
Sono due terzi posti che valgono più del colore del metallo e parlano delle continuità e maturità e di una campionessa capace di reinventarsi e vincere senza mai alzare la voce.
La prova della madison femminile – la corsa a punti a coppie nella quale i corridori di una stessa squadra si alternano in gara dandosi il cambio "all'americana" (afferrandosi la mano) – è stata una gara vera, combattuta fino all’ultimo sprint. Balsamo e Venturelli hanno chiuso con 26 punti, alle spalle del Belgio campione d’Europa (50) e della Gran Bretagna (27).
Sempre dentro la corsa, sempre lucide: le azzurre entrano presto in classifica, resistono ai cambi di ritmo, restano agganciate alla testa anche quando il Belgio prova a fare il vuoto. È l’ultimo sprint a fare la differenza, quello che mette al sicuro il bronzo europeo.
«Erano anni che non facevo la madison e anche Federica non aveva bei ricordi – racconta Elisa Balsamo – ma in pista ci siamo trovate bene. Mi sono divertita. L’obiettivo era ritrovare buone sensazioni e il feeling con le gare di gruppo, e direi che ci siamo riuscite».
Il podio di Konya unisce due atlete diverse per età e fisicità, ma sorprendentemente simili nel metodo. Elisa Balsamo (28 anni da compiere a fine febbraio) è la veterana, forte del titolo di campionessa del mondo su strada e su pista. La 21enne Federica Venturelli è più giovane ma già abituata ai grandi palcoscenici. Due generazioni che condividono serietà, studio della gara, intelligenza tattica.
Fuori dalla pista sono riservate, lontane dai riflettori. In gara, però, si trasformano: grinta, lettura perfetta delle situazioni, talento. È anche questo che rende il loro bronzo speciale.
Peveragnese trapiantata a Sarnico, sulle rive del lago d'Iseo, Elisa non è "solo" una ciclista. Prima di tutto per gli studi: maturità al liceo classico, laurea in Lettere moderne e contemporanee all’Università di Torino nel 2023 e oggi è iscritta alla magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria all’Università di Bergamo.
C'è anche la musica e il pianoforte, che ha suonato per dieci anni. Ama la lettura e scrive spesso. Non tanto sui social, ma più in vecchio stile: aggiorna regolarmente il suo blog, dove racconta le vittorie e i passaggi chiave della sua carriera (e non solo).
Nel 2021 la svolta: il titolo mondiale su strada a Leuven, la vittoria più prestigiosa. Poi il passaggio alla Lidl-Trek, le classiche di primavera, il tricolore, il mondiale su pista nell’inseguimento a squadre. Nel 2025 un nuovo inizio: vittorie alla Setmana Ciclista Valenciana, il Trofeo Binda, podi e piazzamenti nelle classiche del Nord, fino al successo allo Schelderprijs.
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