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È la dura legge del gol: una buona Benese non basta

La squadra di Borra risponde subito all'iniziale svantaggio, poi costruisce ma spreca troppo

Stefano Audetto, Benese

Stefano Audetto, autore del gol benese

Vincere giocando "bene" o vincere giocando "male" è il grande dibattito che sta caratterizzando l'ultimo decennio del nostro calcio. Ma cosa accade quando, pur disputando una buona gara, si rimane comunque all'asciutto? Chiedere alla Benese, che cerca ancora risposte positive in materia di risultati in questo inizio 2026. Se si guarda alla prestazione, quello mostrato nel match contro il Genola è stato quantomeno un atteggiamento incoraggiante. Ma, quando si va ad analizzare una sconfitta, qualcosa che non ha funzionato per forza sussiste.

Botta, risposta e dubbi

Dopo l'avvio shock, con l'assedio della formazione casalinga che ha portato al vantaggio firmato Politanò, la squadra di Luciano Borra trova subito la reazione che occorreva: ci pensa infatti Stefano Audetto, al 16', a riportare il tabellino in perfetta parità. La Benese affronta a viso aperto una squadra che naviga comunque ai piani alti e che, almeno sulla carta, non può che avere i favori dei pronostici. La formazione biancorossa ha un'importante opportunità per fare la voce grossa e completare la rimonta: al 34', Delpiano arriva al dunque di fronte a Rosso, ma il capitano non riesce a concretizzare.

Verso gli ultimi scampoli della prima frazione, un episodio balza agli onori della cronaca: Rosso è costretto a usare le manone, ma il suo intervento sarebbe avvenuto al di là del limite dell'area. L'arbitro non è dello stesso avviso e decide di non sanzionare l'estremo difensore genolese. I primi 45' terminano con questo caso destinato a far ancora parlare di sé.

Botta, risposta e dubbi

L'approccio propositivo della Benese non varia nel secondo tempo, però occorre il fattore chiave che determina il destino di una partita. Al 54' Barra, lasciato libero in area di rigore, colpisce di testa pronto a gonfiare la rete. Ma il difensore benese non inquadra il bersaglio più importante. Ma ecco arrivare, secondo quell'altra legge non scritta ma ineluttabile del "gol mangiato", l'improvviso sgambetto da parte del Genola, che porta il nome di Arnolfo.

"Se non hai difesa gli altri segnano" canta Max Pezzali. E quella della Benese è attualmente la seconda più perforata di questo campionato, dato che di certo allarma. Ma preoccupa anche la scarsa lucidità sotto porta, resa evidente anche nel secondo tempo. Un'altra ghiottissima chanche per far male alla difesa locale capita per la testa di Jargba, che colpisce il pallone in area piccola ma lo indirizza a Rosso, graziando la formazione di Mondino.

La Benese ha ulteriori possibilità per riuscire a spezzare quella che, a questo punto, sembra essere diventata una maledizione. Ma Parucca e, nuovamente, Barra non riescono nell'intento di rompere finalmente il sortilegio. La mole di occasioni non premia gli ospiti, anzi: al 95', i padroni di casa sfruttano un contropiede e l'uscita di Bonardi per l'ultimo arrembaggio e trovano il 3-1 grazie a Lissandro, che mette in cassaforte i tre punti. 

Alla Benese rimangono i rimpianti, pur avendo dimostrato di essere viva. Occorrerà magari un riascolto della canzone degli 883 per trovare finalmente la cura a un periodo sfavorevole.

GIOVANILE GENOLA 3

Rosso, Rinaldi M. (70' Rinaldi L.), Rinaudo, Biondi (49' Bonavia), Grande, Lamberti G., Dalmazzo, Moujeahid, Bertoglio (76' Lissandro), Arnolfo G. (62' Arnolfo M.), Politanò (91' Tosco). All. Mondino.

BENESE 1

Bonardi, Barra, Oberto, Gallesio, Bungu, Audetto (34' Mihailov), Perucca (83' Milanesio), Sanino, Domnori (74' Ghafir), Burdisso (61' Bertolino), Delpiano (68' Jargba). All. Borra.

RETI. 4' Politanò (G), 16' Audetto (B), 58' Arnolfo (G), 95' Lissandro (G).

ARBITRO. Prince-bel Viang di Cuneo.

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