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02 Gennaio 2026 - 06:01
Al Monastero di San Biagio, alle porte di Mondovì, sta nascendo un luogo speciale. Non è una struttura sanitaria, non è un dopolavoro, non è un centro ricreativo nel senso tradizionale. È qualcosa di più semplice e allo stesso tempo più profondo: uno spazio in cui il tempo rallenta e le persone possono tornare a sentirsi a casa.
Si chiama “Qui et Ora – Gentilezza d’altri tempi. La comunità che cura” ed è un progetto pensato per chi ha più di 65 anni e sente il desiderio di stare meglio nel corpo e nello spirito, muovendosi con calma, condividendo momenti di relazione, creatività e gioco in un contesto accogliente, senza etichette né giudizi. A sostenerlo è la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, con la regia di Casa do Menor e la collaborazione dei Comuni del territorio e dei Consorzi CSSM e CSAC.
Qui non è necessario “essere in forma”, “fare bene”, “tenere il passo con gli altri”. È uno spazio pensato anche – e soprattutto – per chi convive con difficoltà di memoria, movimento o attenzione, come nelle forme di Alzheimer o Parkinson, e per chi ogni giorno se ne prende cura. Si entra così come si è: stanchi, curiosi, timorosi, pronti o titubanti. L’unica richiesta è portare con sé la voglia, anche piccola, di stare con gli altri.

Ogni giovedì pomeriggio, dalle 14.30 alle 18, il Monastero cambia atmosfera: le sale si riempiono di passi lenti, di voci che si ritrovano, di mani che provano a creare, di risate e di silenzi rispettati. Non c’è una performance da raggiungere né un risultato da dimostrare. C’è un percorso che comincia con la presentazione dei laboratori il 15 gennaio e che, dal 29 gennaio 2026, prende ritmo con appuntamenti bisettimanali.
La partecipazione è gratuita: si chiede soltanto un contributo simbolico di 3 euro per la merenda, perché anche sedersi attorno a un tavolo, condividendo qualcosa da bere e da mangiare, fa parte della cura.
Chi entra in questo progetto incontra la danza e l’arte, la musica e uno yoga dolce pensato per chi ha bisogno di movimenti delicati. Incontra il piacere di respirare all’aria aperta, di fare una piccola attività in natura, di ritrovare il gusto del gioco e della convivialità. A guidare il cammino ci sono professioniste e professionisti come Alberta Assandri, Viviana Falcade, Roberto Ballauri e altre figure esperte, che costruiscono le attività passo dopo passo, guardando alle persone presenti, ai loro tempi, alle loro possibilità. I gruppi sono piccoli, per permettere davvero ascolto, cura e attenzione, con la supervisione del Cream Cafè di Genova.
La filosofia di Qui et Ora è chiara: non si viene per “fare terapia”, si viene per stare. Stare nel proprio corpo senza paura, anche quando non risponde più come un tempo. Stare dentro un gesto creativo senza temere il giudizio. Stare in una canzone anche se la voce è rotta, in una passeggiata anche se il passo è lento. Stare in relazione con gli altri, per scoprire che la fragilità condivisa pesa un po’ meno.
Accanto a chi partecipa alle attività, il progetto volge lo sguardo anche a chi resta spesso sullo sfondo: i caregiver, le figlie, i figli, i coniugi, gli amici che portano sulle spalle il peso della cura quotidiana. Per loro è previsto un percorso gratuito coordinato dall’Istituto Adler di Cuneo, con incontri pensati come una piccola “zona franca”: un luogo dove poter raccontare le proprie fatiche, dare un nome alle paure, scambiarsi strategie e scoprire di non essere soli. Il percorso prenderà avvio nei prossimi mesi, ma è già possibile prenotarsi o chiedere informazioni.
A tenere insieme tutto c’è un invito tanto semplice quanto potente: “Prendiamo un caffè?”. È il gesto che apre la porta, che permette di sedersi, guardarsi negli occhi e iniziare a costruire una comunità che cura davvero. Perché nessuno dovrebbe affrontare in solitudine il cambiamento dell’età, la malattia, la stanchezza emotiva.
Al Monastero di San Biagio, Qui et Ora prova a fare proprio questo: trasformare la gentilezza in pratica quotidiana, restituendo valore alla lentezza, alla presenza e alla relazione. Un passo alla volta, un pomeriggio alla volta, insieme.
Monastero di San Biagio – Mondovì
Strada di Morozzo 12, Località San Biagio
Tel. 0174 69 84 39 (dalle 9.30 alle 17.30)
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