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Genitori nel futuro: la scuola che insegna a capire i figli di oggi

Dialogo, digitale e nuove fragilità: Confartigianato Cuneo riaccende il confronto educativo con la “Scuola per Genitori”. Appuntamenti ad Alba, Cuneo e Mondovì

Genitori nel futuro: la scuola che insegna a capire i figli di oggi

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

C’è un momento, prima o poi, in cui ogni genitore si accorge che non basta più dire “andrà tutto bene”. Perché i figli cambiano, il mondo cambia ancora più in fretta e, all’improvviso, quello che funzionava ieri sembra parlare una lingua diversa. A volte è uno sguardo che scivola via mentre provi a fare una domanda semplice. Altre volte è una porta chiusa con troppa decisione. O uno schermo acceso che diventa rifugio, compagnia, identità. E tu resti lì, con l’amore pieno in mano e la sensazione di non avere gli strumenti giusti.

È da qui che riparte la seconda edizione della “Scuola per Genitori”, promossa da Confartigianato Imprese Cuneo: non un corso “per imparare a fare i genitori perfetti” — che poi, per fortuna, non esistono — ma un percorso per tornare a capire cosa sta succedendo dentro e fuori casa, e soprattutto per non affrontarlo da soli.

  

 

Perché oggi educare significa muoversi in un terreno che si sposta continuamente sotto i piedi. I ragazzi crescono in un ecosistema dove il digitale non è un accessorio, ma un ambiente. Dove i social possono essere specchio e tribunale, abbraccio e pressione. Dove il futuro non è una promessa lineare, ma una domanda aperta: che lavoro farò? sarò indipendente? riuscirò a trovare il mio posto? E quando queste domande diventano pesanti, spesso il peso ricade anche su chi li accompagna: mamme e papà che si sentono inadeguati, educatori che cercano chiavi nuove, adulti che provano a restare in ascolto senza perdere autorevolezza.

Con il sostegno di Fondazione CRC (nell’ambito del progetto Wellgranda) e di Banca d’Alba, la “Scuola per Genitori” torna con tre appuntamenti serali e tre voci autorevoli, capaci di mettere parole dove spesso ci sono solo silenzi o scontri.

Il primo incontro è venerdì 16 gennaio 2026, alle 20.30, al Teatro Sociale “G. Busca” di Alba. Sul palco torna Stefania Andreoli, psicologa e psicoterapeuta che già nella prima edizione ha saputo riempire la sala e, soprattutto, toccare qualcosa di vero. Il titolo — “Tra Boomer e Generazione Alpha. Un gap culturale da colmare di nuovi significati” — sembra quasi una fotografia di famiglia: due mondi che si guardano e faticano a capirsi.

  

 

 Andreoli porterà al centro una domanda che brucia sotto la pelle di molti adulti: cosa succede quando i modelli con cui siamo cresciuti — lavoro, ruolo, certezze — non reggono più come prima? E cosa succede ai giovani adulti, a chi ha venti, trenta, quarant’anni, quando il futuro sembra schiacciato sul presente e l’idea di “sistemarsi” diventa nebulosa? In quel territorio di aspettative e fragilità, di accuse reciproche e desiderio di riconoscimento, può nascere anche una svolta: nuovi modi di essere adulti, più ascolto, meno perfezione, più autenticità.

Poi, martedì 18 febbraio 2026, alle 20.30, al Cinema Monviso di Cuneo, sarà la volta di Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, esperto di dipendenze tecnologiche e benessere digitale. Il suo incontro — “Bambini e adolescenti digitali. Le nuove fragilità educative che nascono nell’ecosistema web” — parla a chi si è sentito dire “non è niente” mentre intuiva che, invece, qualcosa c’era. Lavenia offrirà indicazioni concrete, non per demonizzare la tecnologia, ma per imparare a starci dentro con lucidità: confini, presenza adulta, buone abitudini, e quella difficilissima arte di essere guida senza diventare controllo.

 

 

Il percorso si chiuderà mercoledì 18 marzo 2026, alle 20.30, al Cinema Teatro Baretti di Mondovì, con Roberta Bruzzone, criminologa investigativa e psicologa forense. “Il lato oscuro della rete” è un titolo che non gira intorno alle cose: perché online esistono opportunità, sì, ma anche rischi reali, zone grigie, pericoli che possono infilarsi nelle relazioni quotidiane. Capire come prevenire, come riconoscere segnali, come proteggere i minori senza seminare paura è una responsabilità che oggi nessun adulto può delegare.

In fondo, la “Scuola per Genitori” nasce da un’idea semplice e potente: educare oggi richiede alleanze. Non è una sfida da affrontare in solitudine, né una gara a chi sbaglia meno. È un lavoro di comunità, di territorio, di competenze condivise. Lo ricorda anche la presidente Daniela Laura Balestra, ribadendo il ruolo di un’associazione che guarda alle imprese, ma anche alla qualità della vita delle persone e delle famiglie: perché un territorio è davvero forte quando sostiene chi cresce, chi educa, chi prova ogni giorno a costruire relazioni sane.

E forse è proprio questo il punto più emozionante: sapere che ci sono spazi in cui non devi dimostrare niente. Puoi sederti, ascoltare, riconoscerti nelle storie degli altri, uscire con una parola nuova in tasca. Magari non risolverai tutto in una sera. Ma potresti tornare a casa con qualcosa che vale tantissimo: la sensazione che si può ricominciare a parlarsi.

Le iscrizioni sono aperte online
https://www.ticket.it/teatro/evento/scuola-per-genitori---stefania-andreoli-tra-boomer-e-generazione-alpha.aspx

 

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