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Se il mattoncino prende vita: Lego apre una nuova frontiera, tra gioco e tecnologia

A Las Vegas è stata svelata la novità di quest'anno nel mondo dei mattoncini, tre nuove componenti per portare l'esperienza di gioco ad un nuovo livello.

Le tre componenti di BrickNet

immagine generica generata con ia

Il 2026 è iniziato nemmeno una settimana fa ed ecco che Lego, la notissima azienda internazionale produttrice dei popolarissimi mattoncini da costruzione, decide di sganciare la bomba in quel di Las Vegas: lo Smart Brick. Si tratta di un mattoncino Lego 2x4 con al suo interno un chip che permette di capire cosa succede attorno al mattoncino, un piccolo accelerometro, un piccolo altoparlante ed un led.

Al CES 2026, la Lego ha presentato anche due altre componenti che andranno a completare il terzetto "Smart". Nei set del futuro ci sarà anche lo Smart Tag, una tile 2x2 contenente l'identità dell'oggetto in cui lo Smart Brick è inserito e che comunicherà a quest'ultimo come comportarsi, e la Smart Minifigure, il classico omino con però i propri stati d'animo, emozioni e suoni che lo Smart Brick riprodurrà.

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Per questi tre nuovi blocchi la Lego ha anche sviluppato BrickNet, una rete wireless locale basata sul Bluetooth (la stessa tecnologia che usiamo per collegare una cassa o le cuffiette senza cavo al telefono), che permetterà ai vari mattoncini di comunicare tra loro e tra i loro simili, senza l'ausilio di schermi o connessione Internet od altro.

L'esperienza di gioco rimarrà legata alla realtà, come la tradizione della casa danese richiede, implementandola però con suoni e luci in risposta alle azioni che il bambino o ragazzo compirà sulla costruzione. E dato che il primo set in cui sarà inserita tale funzione appartiene alla saga di Star Wars ci si può aspettare rumore di motori quando il bambino farà accelerare l'astronave e colpi di blaster quando fingerà di sparare ai nemici dell'Impero o della Resistenza.

Sul proprio sito, la Lego spiega come si è arrivati a questa nuova frontiera del mattoncino dopo dieci anni di ricerche e prototipi. Un percorso lungo con l'obiettivo di implementare la modalità di gioco classica lasciandone però intatta l'essenza. Dopo svariati tentativi si è riusciti a bilanciare così tecnologia e mattoncini, creando il nuovo 2x4 che reagisce a rotazioni, accelerazioni, capovolgimenti e decelerazioni... tutte azioni che sarà però il bambino ad effettuare.

Il giorno dell'epifania la Lego ha annunciato al mondo la nascita di Smart Brick dal palco del CES di Las Vegas. Si pronostica una rivoluzione all'interno del mondo del mattoncino danese, con i set che ora capiranno come vengono mossi e reagiranno di conseguenza con suoni e luci.

Una rivoluzione high-tech, hanno commentato alcuni, pronosticando a breve anche veicoli che si muovono da soli e altre componenti fantascientifiche. E sorgono anche dubbi e paure, sulla possibilità che tale funzione faccia perdere il piacere del gioco e l'uso della fantasia e immaginazione alla base dei Lego. Il dibattito, quindi, si divide tra adulatori di tale novità e disfattisti che la vedono come l'ennesima innovazione tecnologica che allontana il bambino dalla realtà.

Chi conosce meglio l'azienda danese sa che i blocchi che emettono luci o suoni esistono già da molti anni, con anche alcune chicche come le minifigures con spada laser che si illumina del 2005. O i vari set con leve e pulsanti per attivare blocchi luminosi, motorini e altri meccanismi che già all'inizio del nuovo millennio imperversavano nei set più ambiti dai bambini.

Non si può mettere in dubbio che un blocco che accende luci ed emette suoni non perché chi ci sta giocando pigia un pulsante arancione, ma solo avvicinandolo ad un altro blocco o muovendolo nello spazio è una grande novità. Se poi ci si aggiunge che i suoni emessi saranno vari e adatti alla situazione ed all'oggetto in cui lo smart brick è piazzato e le luci potranno variare d'intensità e colore, allora si può affermare che il gioco dei mattoncini ha raggiunto una nuova frontiera.

Lego Smart Brick: mattoncini e tecnologia, tra preoccupazioni e meraviglia

Lo smart brick renderà i Lego meno creativi?

La preoccupazione che questo demoniaco mattoncino "smart" potrà intaccare in futuro la creatività intrinseca del gioco Lego è probabilmente dovuta a pregiudizi legati al mondo, per l'appunto, "smart", sovrapponendolo ad idee di intelligenza artificiale, realtà aumentata, etc...

Chi conosce bene il mondo del mattoncino colorato, dall'uomo una volta bambino che ci è nato e cresciuto insieme a chi lo ha riscoperto in soffitta durante il covid, sa bene che quest'innovazione lanciata e presentata come un avveniristico mix di tecnologie (led, accelerometro, giroscopio, altoparlante) racchiuso un cubetto di plastica è destinata al pubblico più giovane.

Luci e suoni che si attivano mentre il bambino gioca con la sua astronave spaziale, immaginandosi intento a far saltare in aria la Morte Nera, avvicineranno i piccoli inventori al mattoncino Lego. Il collezionista non è troppo interessato al fatto che il suo mastodontico set si illumini e suoni (anche se un Millenium Falcon grosso come un tavolino da caffè che si colora di luce rossa al ritmo dei colpi di blaster non sarebbe per niente male). Al contrario il bambino è attratto da un giocattolo che emette luci e suoni, ancor di più se questi cambiano a seconda di cosa costruisce e come modifica l'insieme di mattoncini.

Se poi questo potrà essere il punto di partenza per una nuova generazione di piccoli inventori, armati di luci, colori e suoni che noi potevamo solo sognare e che un po' invidiamo... ai posteri l'ardua sentenza.

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