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Tiro al bersaglio... ma da una mongolfiera! Sapete come funzionano le gare aerostatiche?

Le competizioni del raduno di mongolfiere dell'Epifania di Mondovì

Tiro al bersaglio... ma da una mongolfiera! Sapete come funzionano le gare aerostatiche?

Sapete che si può fare il "tiro al bersaglio" dalla cesta di una mongolfiera? E che esiste una gara aerostatica che si chiama "la caccia alla volpe"? 

A Mondovì si è concluso il 36° Raduno Aerostatico Internazionale dell'Epifania, organizzato dall'Aeroclub Mongolfiere di Mondovì. Un evento dal successo enorme, forse senza precedenti: «Tre giorni di cieli fantastici, colorati da 30 mongolfiere in volo ogni giorno, due volte al giorno - dicono dall'Aeroclub -. E Mondovì si è confermata, una volta di più, “la Città delle mongolfiere”: una città in cui i palloni aerostatici che decollano tutti insieme e sorvolano la città portano entusiasmo, magia, sorrisi, emozione. Un’edizione da sogno».

«Siamo semplicemente entusiasti dello svolgimento di questa edizione del Raduno - commenta Giorgio Bogliaccino, pilota e presidente Aeroclub Mongolfiere di Mondovì, organizzatore dell’evento -. Vedere ogni giorno 30 mongolfiere in volo, al mattino e al pomeriggio, è stato uno spettacolo più che meraviglioso. Il raduno ha visto la partecipazione di piloti e mongolfiere da ogni parte d’Italia e da tanti Paese d’Europa, con la partecipazione di un dirigibile e la presenza dell’Aeronautica Militare che ha impreziosito il nostro evento. Rivolgo un enorme ringraziamento al Consiglio direttivo dell’Aeroclub che lavora per mesi, senza sosta, a questo evento, alla direttrice di manifestazione Donatella Ricci e al direttore di gara Maximiliano Calleri per quanto hanno fatto».

Le competizioni sono state vinte dal pilota (e presidente) Giorgio Bogliaccino. Ma in cosa consistono queste gare?

In sostanza, le "gare" sono state una sorta di... tiro al bersaglio in volo. L'abilità dei piloti stava nel raggiungere, con la mongolfiera, un bersaglio: una grande croce rossa, di stoffa, che viene posata a terra dall'organizzazione. 

Il pilota deve tentare un vero e proprio "tiro al bersaglio": senza atterrare, e restando ovviamente a bordo della cesta, deve gettare dall'alto un sacchetto di riso (detto "marker", che riporta il numero di gara della mongolfiera) cercando di avvicinarsi quanto più possibile al centro della croce. Chi si avvicina di più (a volte le distanze sono di pochi centimetri!), vince la gara.

Il pilota ha anche un tempo massimo per riuscire a lanciare il marker: trascorso questo tempo, la croce viene tolta dal campo. Questo tipo di gara viene chiamata "Judge declared goal", ovvero "bersaglio dichiarato dal giudice di gara". Ci sono poi altre gare, come la "Hesitation waltz": i bersagli indicati dal giudice sono più di uno, e il pilota deve scegliere quale dei due raggiungere.

Queste sono gare "vecchio stile", che ancora si svolgono negli eventi come il raduno dell'Epifania. Nelle competizioni più importanti si usano talvolta bersagli "virtuali": i piloti conoscono le coordinate esatte del bersaglio (che può anche essere in quota, a una determinata altezza da terra), devono raggiungere quella posizione - o avvicinarsi quanto più possibile - e trasmettere la loro posizione satta attraverso un dispositivo elettronico, il "logger".

Ci sono poi moltissime altre gare (Fly-in, Pilot declared goal, Minimum distance...) che seguono criteri diversi per l'individuazione del target e la definizione dei punteggi. Se vi interessa l'argomento, vi consigliamo di visitare questo link.

Ma cos'è la "caccia alla volpe?"

Questa è una gara ancora più particolare. Il nome inglese è "Hare and hounds", ed è un vero e proprio inseguimento: una sola mongolfiera (la "volpe" da inseguire) si leva in volo per prima, decollando 5 minuti prima delle altre; trascorso questo tempo, le altre devono decollare e cercare di "inseguirla" in cielo.

È una gara con un decollo spettacolare, perché le mongolfiere sul campo si alzano in volo quasi tutte insieme. Al Raduno dell'Epifania di Mondovì questa gara si è svolta nei pomeriggi del 5 e del 6 gennaio, e la "volpe" era il pallone giallo e blu che vedete in questa foto, pilotato da Emanuele Ghio e Filippo Curti:

La "volpe" decolla con la croce di stoffa a bordo della cesta: deve raggiungere un luogo a sua scelta (entro un determinato tempo), atterrare, posare la croce a terra e ripartire. 

Le altre mongolfiere devono raggiungere il medesimo punto e lanciare il marker come nelle gare precedenti, cercando - come detto sopra - di centrare la croce.

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