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«Dovete vietare fiamme e fuochi nei locali»: l’appello ai sindaci dopo la strage di Crans-Montana

Uncem chiede ordinanze immediate contro fiamme libere e articoli pirotecnici nei locali pubblici

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Ci sono eventi che segnano uno spartiacque. Momenti in cui la cronaca impone una riflessione urgente e chi governa i territori non può più limitarsi a osservare. È quello che sta accadendo dopo la tragica strage avvenuta in un locale pubblico a Crans-Montana, un episodio che ha scosso l’opinione pubblica e acceso i riflettori su una pratica troppo spesso sottovalutata: l’uso di fiamme libere e articoli pirotecnici all’interno dei locali.

Proprio da questa consapevolezza nasce l’iniziativa di Uncem, che ha invitato tutti i sindaci e gli amministratori pubblici ad adottare con urgenza un’ordinanza per vietare l’utilizzo di candele pirotecniche, fontane luminose, fuochi scenografici e qualsiasi altro dispositivo a fiamma viva nei locali aperti al pubblico.

Un atto che non è solo formale, ma profondamente politico e responsabile. Perché dietro una scintilla “decorativa” può nascondersi un rischio enorme per l’incolumità delle persone.

 

Foto Ansa/Sir

 

Dalla cronaca alla prevenzione

 

Secondo Uncem, gli eventi di Crans-Montana — insieme ad altri episodi analoghi avvenuti in contesti pubblici — dimostrano come l’accensione incontrollata di articoli pirotecnici possa trasformarsi, anche in modo involontario, in una minaccia concreta per la sicurezza. Ambienti affollati, materiali infiammabili, panico improvviso: basta poco perché una festa diventi una tragedia.

Da qui l’invito chiaro agli enti locali a fare prevenzione, sfruttando gli strumenti che la legge già mette a disposizione. L’ordinanza tipo proposta da Uncem richiama infatti il ruolo del sindaco come autorità responsabile della protezione civile, della salute pubblica e dell’incolumità della comunità, con il potere di adottare provvedimenti urgenti per prevenire gravi pericoli.

 

Stop immediato a fiamme e pirotecnica nei locali

 

Il cuore dell’ordinanza è netto: divieto immediato, su tutto il territorio comunale e in particolare nei locali pubblici, di utilizzare fiamme libere, candele pirotecniche, fontane luminose e qualsiasi tipologia di articolo pirotecnico. Una misura pensata non solo per tutelare le persone, ma anche per prevenire ingenti danni economici al patrimonio pubblico e privato, spesso conseguenza diretta di incendi accidentali.

La vigilanza sull’applicazione del divieto viene affidata a Polizia Locale e Forze dell’Ordine, mentre il provvedimento dovrà essere diffuso capillarmente: dai pubblici esercizi alle strutture ricettive, fino ai cittadini, attraverso siti istituzionali, media e canali social.

 

Un messaggio che va oltre i locali

 

C’è un passaggio particolarmente significativo nell’appello di Uncem: l’invito a considerare lo spirito dell’ordinanza anche nelle abitazioni private. Perché la sicurezza non si esaurisce in un atto amministrativo, ma diventa efficace solo se condivisa come responsabilità collettiva.

Il messaggio ai sindaci è chiaro: agire ora significa evitare di dover spiegare domani perché non si è intervenuti prima. E quello ai cittadini lo è altrettanto: alcune abitudini, per quanto scenografiche o “di moda”, non valgono mai il prezzo di una vita umana.

Dopo Crans-Montana, la linea di demarcazione è tracciata. Ora la prevenzione passa dalle scelte concrete degli amministratori. E dal coraggio di dire, una volta per tutte, che la sicurezza viene prima dello spettacolo.

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